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Milano sull’Acqua in quattro dipinti del diciannovesimo secolo

Spesso abbiamo parlato della Milano all’epoca dello splendore delle sue vie d’acqua, i Navigli, prima che l’arrivo delle automobili ne decretasse la scomparsa, qui presentiamo quattro dipinti ottocenteschi quale testimonianza della sua presenza anche nell’immaginario cittadino odierno.

naviglio san marco bisi luigi

Molti artisti nel XIX secolo si cimentarono nella rappresentazione dei canali. In questo periodo storico, che ha visto e vede tutt’ora molte trasformazioni urbane, anche in virtù dell’ormai imminente Expo 2015, ci piacerebbe ricordare, senza pensare che le modifiche non siano state utili o necessarie alla crescita della metropoli moderna, a come l’arte ci ha consegnato la testimonianza viva della Milano sui navigli.

I dipinti sui navigli milanesi ottocenteschi sono numerosissimi: evidentemente la veduta dei canali legata alla vita quotidiana e lo specchio d’acqua che crea particolari effetti luministici a seconda delle diverse condizioni atmosferiche, ha ispirato molti pittori nel secolo del paesaggio. Molti di essi sono raccolti nelle raccolte civiche comunali, anche nella versione a stampa, alcuni in collezioni bancarie e moltissimi in collezioni private. Il “Museo dei navigli”, di via S. Marco, dispone, attraverso delle buone copie, di  una summa di tutta la miglior produzione pittorica sull’argomento.

Scegliamo quattro opere rappresentative di tre diverse zone strategiche del commercio e del trasporto prima degli anni '30 del secolo scorso: il naviglio di San Marco e di via Francesco Sforza, il Laghetto di Santo Stefano e la Darsena. Sono luoghi che ora si trovano proprio sulla circonvallazione interna odierna, e che quindi nel XIX secolo si trovavano ad essere limite estremo del nucleo “storico”, al confine del fossato nato anche con funzione difensiva della città. Questi dipinti testimoniano inoltre la presenza e la trasformazione di alcuni edifici importanti dal punto di vista storico e artistico, che anche oggi nell’anno di Expo, sono beni culturali consigliati per la visita alla scoperta di Milano.

Il Laghetto di Santo Stefano, ora via Laghetto, è testimone, dal medioevo fino al XIX secolo, del trasporto dei marmi bianchi di Candoglia utilizzati per la Fabbrica del Duomo. Possiamo osservare il punto di arrivo per lo scarico nel dipinto di Arturo Ferrari, di cui non si conosce la data esatta, e notare come tutta la via fosse allora una piazzetta costruita attorno al bacino, sullo sfondo la chiesa di San Bernardino alle Ossa, ancor più vicina del Duomo ancora in parte in costruzione.

naviglio sforza. canella

“Il naviglio di via Francesco Sforza” di Giuseppe Canella risale al 1845 e mostra il tratto della fossa interna che andava da corso di porta Vittoria a corso di porta Romana, di cui il  ponte in primo piano è la sua imboccatura, e si vede chiaramente a sinistra la Ca’ Granda, ovvero l’ex ospedale di origine medievale, ma di straordinario rinnovamento rinascimentale, oggi sede dell’Università Statale.

“ La chiesa di San Marco” di Luigi Bisi risale al 1835-1840 ed è conservato al Museo di Milano. Mostra la chiesa che domina la piazzetta molto più “aperta” di oggi  e delimitata da due lati dal fiume che scorre, a sinistra  per via Fatebenefratelli, e di fronte da via San Marco, per passare attraverso via Pontaccio fino alle mura protettive del castello. Pare essere una delle zone più pittoresche dato che molti artisti l’hanno  ripresa: tra essi ricordiamo Angelo Inganni negli anni trenta e Giovanni Segantini nel 1880.

Proprio Inganni scegliamo per rappresentare la Darsena. Il pittore è una personalità interessante nel contesto milanese del secolo, che inizia la propria fortuna nel 1827 con un ritratto al maresciallo Radetzky; originario di Brescia, diventa presto a Milano molto ricercato per le sue vedute. Nell’opera “ La Nuova porta Ticinese” del 1830 si nota la parte del bacino terminante con il propileo, allora solitario, senza una vera e propria piazza come la futura Piazza XXIV maggio.

Particolarmente interessanti sono i tre archi che si notano al centro, appartengono al ponte quattrocentesco riemerso dagli scavi durante i lavori di riqualificazione  della Darsena nel 2014!

Michela Ongaretti

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