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Abolire la carne. Manifestazione animalista in centro

manifestazione.animalistaSi è conclusa sabato 31 gennaio la Settimana Mondiale per l’Abolizione della Carne (SMAC). La manifestazione ha toccato oltre cento città in tutto il mondo, fra cui Milano, dove è stato organizzato un presidio scenografico in piazza San Babila.

Chi avesse approfittato dell’ultimo weekend di sole per una passeggiata di shopping in centro non avrà mancato di notare, in Corso Vittorio Emanuele, due lunghe file di manifestanti che reggevano dei cartelli rossi con la scritta "contro ogni allevamento, contro ogni schiavitù" e l’emblematico disegno di un maiale e una gallina che scavalcano un recinto di filo spinato. Il “presidio scenografico” – com’è stato definito dall’associazione organizzatrice Oltre la Specie – si ripete nel capoluogo lombardo ormai da anni, nell’ultima settimana dei mesi di gennaio, di maggio e di settembre, in occasione della Settimana Mondiale per l’Abolizione della Carne. Durante questo evento, numerosi attivisti sono scesi in piazza per avanzare una richiesta decisamente eclatante: vietare per legge, oltre alla caccia e alla pesca, qualsiasi tipo di allevamento animale.

Incuriosito dal calore di alcuni manifestanti mi sono fermato ad ascoltare i loro discorsi, scambiare delle opinioni e persino fare delle fotografie insieme. Secondo loro non sono più sufficienti le classiche proteste contro le pellicce o la sperimentazione animale, quando la stragrande maggioranza degli animali "non umani" (ci tengono a sottolineare che anche gli uomini e le donne sono animali) viene uccisa a fini alimentari. Il loro obiettivo è sollecitare – per quanto lontana dal realizzarsi – una svolta a livello istituzionale che porti all'abolizione di tutti i prodotti di origine animale: una conversione individuale non è più sufficiente, occorre una svolta strutturale.

manifestazione.animalista2"Ogni anno vengono abbattuti almeno 50 miliardi gli animali per essere trasformati in bistecche, salsicce e prosciutti. Mucche, maiali, galline e altri ancora che sono detenuti e sfruttati dall'industria alimentare", spiega Giorgio Losi, curatore della rubrica “Inquisizione vegana” della rivista Torquemada. "Questi individui di altre specie non possono essere considerati alla stregua di oggetti e, se si riconosce il loro status di esseri senzienti, allora non possono neanche essere commerciati, fatti riprodurre e poi uccisi come fossero degli schiavi in nostra balia. La loro morte non è affatto necessaria, dal momento che si può vivere in perfetta salute nutrendosi solo di cereali, frutta e verdura".

La manifestazione si è conclusa nel tardo pomeriggio, dopo aver incalzato i cittadini con un’importante questione etica, politica e antropologica. Sarà vero, come sottolineava Italo Calvino, che “l’uomo è fatto per inscatolare l’universo”?

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