I due volti di Milano: Expo e Abusivi

L'Expo è alle porte. L’evento più atteso dell’anno che l’Italia ospiterà dal primo maggio al 31 ottobre 2015 sarà l’avvenimento più importante mai realizzato fino ad ora sull’alimentazione e la nutrizione, che trasformerà Milano in una vetrina mondiale.abusivi

Ma se l’Expo consegnerà a Milano fama e popolarità, c’è un’altra faccia della medaglia, un lato della città che si nasconde dai riflettori è alle prese con un’ondata di occupazioni abusive, che pare inarrestabile.

Una polveriera dalle dimensioni paradossali è definita ad oggi una situazione critica, ed è stata al centro della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato in Prefettura, tra comune (che gestisce 29mila abitazioni), regione, Aler (che possiede 40 mila case), i vertici delle forze dell’ordine e il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati. Il piano d’azione è partito lo scorso Novembre, e mira maggiormente alla prevenzione piuttosto che alla repressione; in programma vi è un’intensificazione della vigilanza nei quartieri a rischio, fatto da evidenziare in una Milano che, dall’altra parte, si prepara per l’Expo 2015, che porterà i riflettori di tutto il mondo ai piedi della Madonnina.rivolta milanese

In ogni zona popolare di Milano vi è poi da considerare la questione degli sgomberi, che di certo aumenteranno, e sono un fattore da non sottovalutare ma da gestire non solo sul piano dell’ordine pubblico ma anche su quello sociale. In ogni quartiere, inoltre, sono attivi da tempo gruppi che, legati a centri sociali o nati spontaneamente, oltre a proporre iniziative per la qualificazione del quartiere, danno aiuto alle famiglie senza casa e si oppongono agli sgomberi. La loro presenza si fa sentire soprattutto durante gli sfollamenti degli alloggi di proprietà Aler o del comune.

“Noi difendiamo chi occupa per necessità perché da anni aspetta un alloggio, non difendiamo l’illegalità”, racconta un ragazzo del comitato San Siro; ma appare piuttosto chiaro, alla luce dei fatti, quanto la linea che segna il confine tra giustizia ed illegalità, sia diventata pericolosamente sottile.

Accanto a loro, in aggiunta, iniziano a prendere vita anche comitati di inquilini che si mobilitano contro le occupazioni abusive.

Nel mese di Aprile del 2014 veniva trovata morta a pochi metri dall’ingresso della sua abitazione, Anna di Vito, una signora ottantenne, residente in Via dei Giaggioli nella periferia milanese; dove le strade hanno i nomi dei fiori, ma attraversano i quartieri più disastrati del capoluogo lombardo. Qui regnano palazzine popolari, intonaci scrostati, occupazioni abusive, gruppi di rom che hanno lasciato gli accampamenti per occupare due interi caseggiati. L’interno della casa di Anna di Vito era un’oasi protetta e pulita in quell’altra faccia di Milano, un pezzo di città alla deriva.

Qualche giorno fa, negli uffici della squadra mobile della città, arriva la segnalazione che i poliziotti aspettavano da mesi: Constantin Ionut Liusnea, un ragazzo romeno di 22 anni è stato arrestato, colpevole dell’omicidio dell’anziana signora, e sta finalmente pagando per i mali commessi.

Inizialmente non si pensava neanche si trattasse di omicidio, dal momento che in quel pezzo di città accadono spesso fatti analoghi. “Qui ci sono anche gli sciacalli, piccoli balordi che gravitano in zona, e quando raccolgono la voce che un anziano è deceduto, vanno a fare razzia nella sua casa. I Rom controllano tutto, dal racket allo spaccio”.

Tutto questo va in scena in una Milano dove 23 mila famiglie sono iscritte alla graduatoria per avere una casa popolare, e otto mila appartamenti di proprietà del Comune e Aler sono sfitti.

Una città cadente, teatro di una guerra infinita tra i poveri, è l’altra faccia di Milano, capitale della moda, della cultura e del design, e tra meno di cento giorni anche di Expo, l’evento più atteso dell’anno.

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