Biglietti gratis ai politici: che vergogna

Oggi il Corriere - commenta Silvia Sardone, membro della segreteria regionale di Forza Italia Lombardia e consigliere di zona a Milano - riporta l'annuale classifica dei biglietti gratis, richiesti e ottenuti dai politici. Molti hanno capito la lezione, e hanno rinunciato a un privilegio di casta. Altri continuano imperterriti a chiedere (e ottenere) numerosi biglietti per sé e per gli amici.

Ma la lista dei privilegiati quest'anno riserva una sorpresa molto irritante: tra i più affamati di biglietti compaiono Giuseppe Tomarchio, direttore generale del Comune di Milano, e Ileana Musicò, segretaria generale. Due alti dirigenti, nominati dal Sindaco, peraltro con ottimi stipendi.

In particolare, Giuseppe Tomarchio, che ha sostituito Davide Corritore, memorabile regista della disastrosa gara SEA, non si è segnalato per alcun particolare successo amministrativo. Per lui, oltre al ricco stipendio, ben 92 biglietti gratis per lo Stadio.

Più moderato - si fa per dire - l'appetito della Segretaria generale, che totalizza 66 ingressi gratuiti alle partite. Se un politico va gratis allo stadio, viene giustamente preso di mira: anche se la sua presenza può almeno avere la scusa della rappresentanza pubblica, della presenza istituzionale. Ma perché un burocrate deve avere i biglietti gratis per lui e per i suoi amici? Non è un lavoratore come tutti gli altri? A che titolo gli vengono concessi? E perché in misura così abbondante? E soprattutto: chi li accompagnava gratuitamente?

Basta essere amici di Tomarchio e Musicò per andare in tribuna gratis? Il Sindaco, che ha nominato questi signori, esiga da loro una spiegazione. E a loro volta, Tomarchio e Musicò, spieghino o si dimettano. Non è una questione di reati: anche se il privilegio è formalmente legittimo, il loro stile non è adatto a questa città. E la sinistra radicale, che si è giustamente infervorata per il vitalizio dell'assessore Benelli, si interessi - conclude Sardone - anche a come Pisapia sceglie i vertici della macchina comunale.

Silvia Sardone - Forza Italia

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