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Frida Kahlo e Diego Rivera. Tra passione e tormento

Se San Valentino è alle porte, cosa c’è di più bello che emozionarsi di fronte alla storia d’amore più chiacchierata, più passionale, sofferta, ma anche la più invidiata di tutto il Novecento?

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Tre punti di vista diversi sono offerti all’Italia e al mondo intero per ripercorrere la vita, l’amore e l’arte di Frida Kahlo e Diego Rivera: dalle esposizioni nella Capitale alle scuderie del Quirinale, al Palazzo Ducale genovese, si aggiunge la mostra fotografica “Frida y Diego”, dal 6 Giugno allo spazio Photology di Milano. 30 fotografie realizzate da Leo Matiz comunicano con naturalezza l’idillio e la sofferenza che hanno caratterizzato una delle storie d’amore più controverse e passionali del secolo scorso.

Frida Kahlo e Diego Rivera si incontrarono per la prima volta nel 1922 sotto i ponteggi della scuola nazionale preparatoria. Lui era il pittore più famoso del Messico rivoluzionario, chiamato a dipingere un murales nell’anfiteatro dell’istituto dove lei era allieva; lei era una ragazzina irriverente, che amava definirsi “figlia della rivoluzione”. Lui era un elefante, lei una colomba; lui aveva il doppio del suo peso, il doppio dei suoi anni, e il doppio della sua esperienza.

Fu l’inizio di un amore lungo e tormentato, costellato di tradimenti e colpi di scena, destinato ad entrare nella leggenda. 

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“L’opera di Frida Kahlo da sola sembra incompleta, senza quella forte spalla che Diego Rivera offre alla sua fragilità”. Quella che veniva definita l’unione di un possente rinoceronte con un’esile farfalla, superò le consuetudini di un legame sentimentale: Frida e Diego portarono nel loro rapporto e nella loro espressione dell’arte le loro personalissime esperienze di vita.

Diego dipingeva le grandi emozioni storiche, interpretando la rivoluzione messicana nelle arti visive, mostrando l’uomo al potere, sempre circondato da un pubblico. Nell’opera di Rivera l’uomo ha la capacità di dare una svolta positiva alla sua vita, per il bene dell’umanità, optando per la via dell’edonismo egoistico.

Molto diverso il destino della giovane moglie: quando incominciò a dipingere Frida lo fece per rifugiarsi in un mondo di fantasia, trasportando problemi e sentimenti in quadri dalle piccole dimensioni. La sua continua lotta con il dolore e la sua solitudine trovano espressione adeguata in una sorte di “realismo magico”, sviluppato in un linguaggio artistico personale, molto diverso dagli artisti contemporanei.

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“E’ impossibile separare la vita e il lavoro di questa straordinaria artista; i suoi dipinti rappresentano la sua biografia”.

Quella di Frida Kahlo è una rivoluzione personale ed interiore.

Diego Rivera era un “bambino prodigio” che eccelleva  nel disegno, era come una spugna capace di assorbire tutto  quello che osservava, e di dipingerlo magistralmente.

Il destino di Frida Kahlo prese un corso molto diverso rispetto a quello del marito. La sua vita fu segnata da grandi sofferenze, la più significativa tra tutte nell’anno 1925, all’età di soli 19 anni, quando si ritrovò vittima di un incidente stradale terribile, risultato di una collisione tra un autobus e un tram. La colonna vertebrale le si spezzò in tre punti nella regione lombare, si frantumò il collo del femore, le costole, la gamba sinistra, ebbe in tutto undici fratture, e inoltre un corrimano dell'autobus le entrò nel fianco e le uscì dalla vagina.

La disgrazia cambiò drasticamente la sua vita, e la rinchiuse in una profonda solitudine che ebbe solo l'arte come unica finestra nel mondo.

“Nella mia vita subii due incidenti: quello stradale e Diego”. E’ così che Frida inizia a dipingere, realizzando per lo più una serie di autoritratti. “Dipingo me stessa perché passo molto tempo da sola, e io sono il soggetto che conosco meglio”. Mostrò i suoi dipinti a Diego, una mattina del 1927, mentre lui era impegnato a dipingere gli affreschi sulle pareti del Ministero dell’Educazione.

Qui Cupido lanciò la bomba dell’amore più potente che possedeva, unendo i due artisti in un legame indissolubile, dominato dalla passione, dall’erotismo, dal dolore e dalla sofferenza; istintivo ed irrazionale, come solo un legame affetto dal potente virus dell’arte può essere.

Per tutta la vita ebbero entrambi decine di amanti, anche in comune, come la fotografa italiana Tina Modotti, e non si risparmiarono grandi sofferenze, come la relazione tra Diego e la sorella di Frida, ad appena sei mesi dal matrimonio, ma non furono mai capaci di lasciarsi veramente.

“L’arte di Frida Kahlo è un nastro rosso attorno alla bomba del loro amore”.

Se Diego Rivera riuscì a dare voce ai problemi e ai bisogni contemporanei, rimanendo nella memoria collettiva del Paese, Frida parla ai sentimenti universali dell’uomo, attraverso le sue visioni provenienti dal mito. Compassione, empatia, desiderio d’amore. Nella sua solitudine Frida è più vicina all’uomo moderno di quanto lo sia il marito. Carica di una sensibilità tipicamente femminile, accompagnata dall’irrequietezza e da un filo di pazzia, che da sempre contraddistingue il mondo dell’arte, Frida Kahlo rimane un’icona oggi come allora, non solo in Messico, ma nel mondo intero.

Perché l’amore è l’arte più profonda e antica del mondo.

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