Lucciole a Milano: una tassa del 40%

 “Il caso della Romagna, dove il fisco è andato a spulciare i conti bancari delle lucciole per fare cassa dimostra che la prostituzione può essere tassata. La Lombardia può fare da apripista perché in Consiglio regionale esiste una proposta di legge della Lega Nord molto dettagliata che se attuata porterebbe nelle casse della nostra Regione oltre 300 milioni di euro, tutte risorse che potrebbero essere impiegate per il sostegno al lavoro e per i servizi sociali”.

A sollecitare la discussione al Pirellone sul pdl “tassazione prostitute” è il Vicepresidente del Consiglio regionale Fabrizio Cecchetti, primo firmatario tra l’altro proprio della proposta legislativa regionale lombarda.

“Quello che è successo a Rimini – dice Cecchetti – è la prova che la prostituzione è intesa dal fisco come vera e propria attività lavorativa e può essere regolata a patto di  predisporre strumenti legislativi e amministrativi che permettano di aprire le partite iva, scaricare le spese e tenere una contabilità. Come succede del resto già in importanti regioni europee e come vogliamo fare in Lombardia”.

Il provvedimento proposto dalla Lega Nord istituisce infatti il Registro di chi esercita sul territorio regionale la prostituzione, la cui iscrizione è condizione indispensabile per poter accedere ai servizi socio sanitari regionali. Si prevede un’aliquota del 40% sui proventi percepiti nel corso dell’anno.

Il provvedimento – 11 articoli – prevede anche l’obbligo, da parte del soggetto esercente l’attività di meretricio, di tenere un registro sulle quietanze di pagamento che comunque dovrà garantire l’anonimato del beneficiario della prestazione sessuale. Per chi evaderà o pagherà in ritardo la tassa è prevista una sanzione che va dal 100 al 200% del dovuto. Secondo alcune stime, in Lombardia esercitano circa 4500 “lucciole”, metà delle quali a Milano. “La nostra proposta – conclude Cecchetti – oltre a regolarizzare l’attività col fisco consente di stroncare lo sfruttamento della prostituzione e al tempo stesso garantire maggior sicurezza e condizioni igienico-sanitarie”.

La Prostituzione nelle strade di Milano, un fenomeno che ha inizio nella notte dei tempi e non è mai terminato, regolamentarla potrebbe essere una buona proposta anche per le casse regionali.

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