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MWAM. Per un network di artisti stranieri a Milano

logo wamL'idea di partenza per il progetto M­WAM è quella di creare una mappa della presenza di artisti nella città di Milano, per mettere in rete le varie espressioni creative e multiculturali presenti nel territorio. Sono segnalate le attività e gli atelier degli artisti stranieri che hanno scelto Milano per vivere, produrre e interagire con la nostra realtà, ritenuta fertile di collaborazioni e stimoli. L'intento è quello di unire le forze per favorire la connessione e l'aggregazione delle diverse realtà e personalità.

Abbiamo conosciuto M­WAM il 28 gennaio presso Expo Gate, coprotagonista dell'incontro "Multiculturalità Creativa ed Arte Emergente" organizzato dalla fondazione Cascina Triulza. A presentare il progetto Ana Pedroso Guerrero dell'associazione Cube Art ( promotrice del progetto con The Round Table), con la partecipazione della russa Olga Schigal in rappresentanza del punto di vista dei creativi aderenti. Erano poi presenti altre personalità di spicco della cultura milanese, per parlare della tematica che è alla base di questo e altri progetti, con la moderazione di Alessandro Stillo, direttore artistico del programma culturale Cascina Triulza.

wam expo gate

M­WAM sta per Milano World Arts Map perchè Milano è in questo contesto il Mondo. Perchè la base su cui operare sono gli artisti internazionali residenti in Milano o nelle zone limitrofe, per la loro testimonianza viva della loro integrazione, del loro coraggio nell'incontrare e scegliere la nostra cultura come porto che li accolga, e accompagni la loro opera. La mappatura di queste realtà servirà in primis a creare connessioni tra le diverse comunità multiculturali e delle discipline artistiche, attraverso quindi la frequentazione e la contaminazione in varie attività. Esse favoriranno il dialogo reciproco tra Milano e il resto del mondo e degli stranieri verso Milano e l'Italia. La città non viene intesa soltanto come luogo di esposizione e produzione ma si propone alle istituzioni culutrali milanesi un nuovo ruolo attivo nel progetto , come motore d'azione dell'inteconnessione culturale per dare più spazio e rendere più visibili le attività artistiche.

In questa dinamica è fondamentale l'interdisciplinarità: sono le culture artistiche che si incontrano e lavorano insieme con i linguaggi propri come poesia, musica, pittura e arti visive, letteratura, danza, teatro, cinema, moda. Esse inoltre verranno inserite all'interno della tradizione artigianale italiana,ad esempio con l'incisione e la ceramica, valorizzandosi reciprocamente.

wam alfie

Elementi chiave e concreti del progetto saranno: la mappatura attraverso una piattaforma on e off­line degli artisti dei loro atelier e altri luoghi della creatività, il network attraverso una spazio di lavoro comune in co-working denominato WAM­ Atelier, un insieme eterogeneo di eventi e manifestazioni in luoghi pubblici e privati, che nascono come teaser ad Expo 2015 e che si protrarranno per tutto l'anno, il WAM Cafè, come spazio di relazione digitale per connettere in rete la realtà multiculturale artistica di Milano. 

Il cuore di tutto è la piattaforma digitale M­WAM.org che prevede una mappa interattiva di artisti, atelier, i luoghi della produzione e della divulgazione multiculturale. Questi spazi sono configurati con schede testuali, immagini e video. Inoltre le applicazioni per tablet e mobile la rendono fruibile per chi si sta muovendo in città. M­WAM network è anche un social­ network per la comunità degli artisti stranieri a Milano.

Nel corso degli eventi avremo modo di vedere all'opera molti artisti, ma qui vorremmo segnalare chi ha partecipato all'evento presso Expo Gate: hanno lavorato insieme, ed insieme al pubblico presente, alla creazione di due performances, sotto gli occhi della mostra di Steve McCurry in mostra ad ExpoGate, un fotografo che ha fatto della multiculturalità la sua poetica. Il regista nigeriano Alfie Nze ha coinvolto nella performance teatrale “Adorazione” Shunhei Matsuyama, Olga Shigal, Giovanni Manzoni Piazzalunga, Pedro Fiol, Snjezana Rusmir, Liana Ghukasyan e Marghot Lopez. Florencia Martinez, fonda la sua performance “ID Food. Identità attraverso il cibo” su un collage fotografico realizzato con il pubblico presente.

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