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Afterhours nei teatri, anche Piero Pelù acclama il successo di Milano

afterhours teatriVenerdì 6 febbraio si è tenuta la tappa di Milano del nuovo tour degli Afterhours "Io so chi sono". 
 
Una nuova sfida per il gruppo meneghino che dopo il successo del 2014 per il tour "Hai paura del buio" e la nuova formazione (oltre a Manuel Agnelli, Rodrigo D’Erasmo, Xabier Iriondo e Roberto Dell’Era, anche Fabio Rondanini alla batteria e Stefano Pilia alle chitarre e al contrabbasso), ha deciso di provare una formula diversa e di esibirsi nei teatri. A Milano è stato il Conservatorio Verdi ad accogliere la performance che ha richiamato un pubblico numeroso ottenendo quasi un sold out. Tra i presenti non poteva mancare Piero Pelù, da sempre amico e collaboratore della band.
 
Si poteva intuire a cosa si sarebbe andati incontro: il programma prometteva letture tra Gramsci e Ginsberg, cover da Nick Drake a Bach, ma come immaginare le loro sonorità rock, che rendono impossibile restare fermi durante i concerti, concedersi con altrettanta energia seduti sulle poltroncine di un teatro?
 

afterhours milano

E, invece, ecco la grande sorpresa: il teatro si ė dimostrato essere un ambiente naturale per gli Afterhours, il palcoscenico per eccellenza, il luogo ideale per studiare uno spettacolo fatto di intermezzi sonori e letture, interazione con il pubblico ancora più coinvolgente, sperimentazioni nell'uso degli spazi a disposizione, delle luci e delle immagini.
 
Lo spettacolo è stato costruito come un viaggio, un'avventura esistenziale in cui il gruppo musicale ha guidato il pubblico in un percorso alla ricerca e scoperta della propria identità attraverso la creazione di momenti preziosi che non hanno mai fatto calare la tensione della performance. Come quando Manuel Agnelli ha dato il via al concerto scendendo dalla cima del teatro recitando tra il pubblico il testo del brano Io so chi sono, tratto da Padania. O quando, con il primo bis, il gruppo è rientrato in sala tra il pubblico e ha suonato in acustico Non è per sempre, con la precisa intenzione di permettere ai partecipanti di essere la voce della canzone.
 
Insomma, uno spettacolo che tra vecchi classici, nuovi successi e cover ha appagato davvero tutti i presenti che fossero coloro che gli Afterhours li seguono da vent'anni o che vent'anni li hanno adesso.
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