Consumate meno Sale... ma Iodato

sale iodatoIn condizioni normali il nostro organismo elimina quotidianamente da 0,1 a 0,6 g di sodio, quantità che è necessario reintegrare con la dieta.

Il sodio contenuto in natura negli alimenti è sufficiente a coprire i fabbisogni dell'organismo, pertanto l'aggiunta di sale alle pietanze non è necessaria, nei casi di sudorazione prolungata i fabbisogni di sodio potrebbero aumentare. Il sodio nell'organismo ha un importante funzione, regola la pressione osmotica, trasmette l'impulso nervoso, regola l'equilibrio elettrolitico e la pressione arteriosa ma quantità elevate di sodio favoriscono, in soggetti predisposti, l'insorgenza dell'ipertensione arteriosa e di patologie coronariche.

Diversi studi hanno dimostrato che un elevato consumo di sodio è associato anche ad un elevato rischio di tumori allo stomaco, a maggiori perdite urinarie di calcio e quindi un maggior rischio di osteoporosi.

Studi recenti hanno confermato che un consumo medio di sale al di sotto di 6 g al giorno, corrispondente ad una assunzione di circa 2,4 g di sodio, rappresenta un buon compromesso tra il soddisfacimento del gusto e la prevenzione dei rischi legati al sodio.

Gli alimenti che contengono maggior apporto di sodio, sono il pane e i prodotti da forno, come crackers e biscotti, che consumiamo quotidianamente, ma anche salumi, formaggi, salse (di soia, ketchup, dadi e brodi), prodotti conservati sotto aceto e sott'olio.

Un errore che spesso molti di noi facciamo è portare la saliera a tavola per aggiungere sale da cucina alle pietanze.

È importante ridurre gradualmente il sale, inizialmente sentiremo le pietanze poco saporite, ma il nostro palato si adatta facilmente: è quindi possibile rieducarlo a cibi meno salati. In sostituzione possiamo utilizzare le spezie (peperoncino, curry, noce moscata, pepe), le erbe aromatiche (come aglio, cipolla, basilico, prezzemolo, rosmarino, salvia, menta, origano, maggiorana, sedano, porro, timo etc) o il succo di limone e l'aceto che agiscono come esaltatori di sapidità.

Al sale comune preferire il sale iodato.

È un sale comune, bianco, sia grosso che fino, al quale è stato aggiunto lo iodio.

L'utilizzo di questo tipo di sale è consigliato dall’Organizzazione Mondiale per la Sanità che il Ministero della Salute italiano per compensare la carenza di iodio nella popolazione diffusa in tutta l'Italia.

Lo iodio è un minerale che contribuisce allo sviluppo e al funzionamento della tiroide, regola la produzione di energia dell'organismo, favorisce la crescita e lo sviluppo stimolando il metabolismo basale. L'acutezza mentale, la parola, la condizione di pelle unghie, capelli e denti dipendono dal buon funzionamento della tiroide.

Una carenza di iodio porta all' insorgenza di gozzo, caratterizzato da un aumento dell'ormone ipofissario TSH che determina l'ingrossamento della tiroide, per un aumento del numero e del volume delle cellule ghiandolari con conseguenza del rallentamento del metabolismo basale.

Ci sono delle fonti naturali di questo minerale, come il pesce e tutti i frutti di mare, lo troviamo anche in piccole quantità nel latte, nelle uova e nella carne, altre fonti vegetali contengono questo minerale come i fagioli, semi di sesamo, fagioli di soia, spinaci, cime di rape, bietole, zucchine bianche.

Purtroppo la quantità assunta con gli alimenti non è sufficiente a garantire l'apporto adeguato di iodio pertanto per prevenire le carenze è fondamentale l'integrazione di iodio per assicurarne la giusta quantità quotidiana. Il modo più efficace è utilizzare il sale iodato al posto del sale comune.

Possono utilizzarlo tutti, come un normale sale da cucina, nelle stesse quantità. Non ha sapore diverso, quindi non altera gli alimenti.

Per legge il sale iodato è disponibile in tutti i punti vendita, negozi di generi alimentari, supermercati e tabaccherie. È facilmente individuabile negli scaffali ed è accompagnato da una locandina informativa del Ministero della Salute.

Dott.ssa Ferraro Maria Giuseppina
Studio di Dietetica e nutrizione umana

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