Marcia leghista su Roma

roma28febbraioSabato 28 febbraio sarà una data memorabile, un unicum della storia padana che verrà ricordata come la marcia leghista su Roma, la capitale che solo poche settimane fa è stata violentata dalla furia ubriaca dei tifosi olandesi del Feyenoord con la conseguente distruzione parziale della fontana della Barcaccia, un danno da 3 milioni di euro.

La protesta leghista, all’insegna dello slogan “Renzi a casa”, cavalca l’onda del malcontento di tante situazioni che l’Italia non può e non deve più tollerare: a partire dal suddetto disastro della tifoseria olandese alla questione della legittima difesa che sempre più emerge, come nel caso del benzinaio veneto Graziano Stacchio che ha ucciso un rapinatore di una gioielleria nei pressi della sua stazione, per spaziare sul problema del continuo flusso migratorio clandestino, rimpolpato dalla minaccia jihadista dell’ISIS che minaccia di usare i profughi come fumo negli occhi dei servizi di sicurezza italiani, arrecando un rilevante costo alle finanze del Bel Paese tra alloggio, vitto, sanità, scheda del telefono cellulare e collegamento televisivo, ad ogni singolo immigrato in fuga dai paesi nordafricani.

Come se non bastasse il recente problema della Libia e della possibile invasione dalla Tunisia è una spada di Damocle mediterranea che pende sulle teste di tutti gli italiani.

Matteo Salvini contro Matteo Renzi, il volto della protesta legittima contro il rottamatore che si è fatto sedurre dalla politica tanto criticata in precedenza e dall’autocrazia europea che, contrariamente al nome, non ammette autonomie statali, se non quando i singoli paesi hanno problemi e costi che non riescono ad affrontare.

I problemi continuano con gli ormai celebri cavalli di battaglia del bifronte partito salviniano, forte al nord con la Lega e neonato al centrosud con Noi con Salvini: la battaglia contro l’Euro che dissangua i popoli e le imprese, contro le insidie del terrorismo, a favore della castrazione chimica per i reati di violenza sessuale, per il concetto di legittimità della difesa personale sulla proprietà privata, a difesa della famiglia tradizionale e delle tradizioni radicali cristiane ed europee ma anche nel rispetto delle diversità territoriali e delle autonomie, preambolo del mai sopito desiderio del federalismo fiscale.

In questi ultimi mesi si sono viste, nei cortei capeggiati da Salvini, frange dei partiti di destra nazionalista che si ritrovano in alcuni punti del programma dell’anti-Renzi: Forza Nuova e Casapound in primis. Insomma sembra rinascere uno spirito nazionalista, territorialista ed autarchico. Lotte come il mutuo sociale ed il rilancio dell’impresa italiana non escludono assolutamente la possibilità a stranieri di cercare fortuna nella nostra nazione ma c’è il vivido desiderio di legalità, di rispetto delle leggi e delle regole senza che si riveda a frammenti una fontana seicentesca del Bernini o lo scempio delle città ai danni di persone (sia italiane che non) irrispettose e ignoranti, prive di valori e di senso del rispetto.

Stefano Todisco

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