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Vetrate del Duomo di Milano: una storia millenaria

vetrate duomo 1Oggi vedere le vetrate del Duomo di Milano non è solo un viaggio in un mondo ricco di arte e fede, ma è anche uno specchio di come il mondo è cambiato.

All’inizio del Quattrocento, quando il cantiere del Duomo di Milano era in pieno fermento, gli architetti che si occupavano dei lavori decisero che era giunto il momento per la progettazione di una serie di vetrate che ne avrebbero occupato l’abside. 

I primi lavori furono opera del noto maestro vetrario Michelino Da Besozzo, ma già agli inizi del Cinquecento la fabbrica del Duomo era dotata di due forni che avevano lo scopo di velocizzare la costruzione delle vetrate, che venivano progettate da alcuni maestri vetrari, come Stefano Da Pandino e Franceschino Zavattari, provenienti dalle Fiandre e da Roma.

Per tutto il Cinquecento, il lavoro proseguì con alacrità, per poi subire un brusco arresto sotto la dominazione spagnola e austriaca, più interessata a completare il lavoro agli affreschi e alle statue delle cappelle del Duomo. Solo alla fine dell’Ottocento e nella prima metà del Novecento furono terminati i lavori alle vetrate, che vennero ideate con la tecnica della pittura a fuoco e non più con la precedente lavorazione a grisaille.

Un viaggio tra le vetrate non può che ripercorrere i diversi stili nel corso dei secoli.

Rinascimento

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Nella prima campata della navata destra si trova la vetrata di San Giovanni Evangelista, che era stata promossa dal collegio dei notai di Milano, con la rappresentazione di alcuni momenti della vita dell’apostolo prediletto di Gesù, considerato uno degli autori del Vangeli. Presso la quinta campata della navata destra è posizionata una vetrata con le storie del Nuovo Testamento, mentre nella sesta troviamo quella con la storia di uno dei protettori di Milano, Sant’Eligio. 

Nel braccio nord del transetto è ben visibile la vetrata dedicata a San Giovanni Damasceno, mentre la vetrata centrale dell’abside principale raffigura le scene dall’Apocalisse di San Giovanni, e conclude idealmente il ciclo delle vetrate rinascimentali.

Età Barocca

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La seconda, terza e quarta campata della navata destra ospitano le vetrate che raffigurano le storie del Vecchio Testamento, mentre nella seconda campata della navata di sinistra ci sono i frammenti delle storie del Nuovo Testamento.

Sempre nella navata di sinistra è rappresentata la storia del Quattro Santi Coronati, mentre la quinta campata di sinistra le Glorie della Vergine e nella sesta le Storie di Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino. Nella settima campata di sinistra abbiamo la vetrata dedicata a San Giuseppe, mentre subito dopo ci sono quelle per San Giacomo Maggiore, Santa Caterina D’Alessandria, San Martino, Santa Caterina Da Siena e quella dallo stile barocco dedicata agli Apostoli.

Ottocento

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Presso l’ottava campata della navata sinistra una vetrata illustra le storie di sant’Agnese e santa Tecla, mentre accanto ci sono le vetrate con le storie di Sant’Ambrogio e dei Santi Gervasio e Protasio.

Nell’abside sud sono posizionate le vetrate sulla vita di San Giovanni Bosco e presso la navata destra del braccio nord del transetto c’è una vetrata dedicata a San Carlo Borromeo, mentre nell’absidiola a nord troviamo il gruppo di vetrate sulla storia della Vergine.

I finestroni dell’abside centrale ospitano le storie del Vecchio e Nuovo Testamento, mentre nella controfacciata ci sono i ritratti di San Carlo, San Michele, Sant’Ambrogio e Santa Tecla, con l’Assunta nella vetrata centrale. 

Novecento

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La settima campata della navata destra ospita la vetrata dedicata ai cardinali Schuster e Ferrari, arcivescovi di Milano, mentre la prima campata della navata sinistra illustra le storie di David.

Nella terza campata della navata sinistra troviamo la vetrata di San Michele Arcangelo e al centro del Duomo il tiburio con la storia del Concilio Vaticano II, mentre in controfacciata abbiamo le vetrate con le raffigurazioni della Chiesa e della Sinagoga, con al centro la Trinità. 

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