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La creatività di Amalia Del Ponte in mostra alla Galleria Milano

Alla Galleria Milano è in corso, fino al 9 maggio, una mostra personale di Amalia Del Ponte, intitolata La porta senza porta.

mostre milano amalia del ponte la porta senza porta milanofreeAmalia Del Ponte è nata a Milano nel 1936 e proprio nella città natale ha frequentato l'Accademia di Brera, appassionandosi alla scultura grazie al corso tenuto da Marino Marini tra il 1956 e il 1961. Ha iniziato ad appassionarsi ai materiali semplici e alla geometria, come testimoniato dai suoi primi lavori, i Tropi del 1967, ma, nel frattempo, ha svolto anche la professione di designer di interni. La sperimentazione di un ambiente libero, "vuoto", chiamato Area percettiva, le ha garantito il primo riconoscimento internazionale, nel 1973. Ha esposto, poi, in molte mostre in giro per il Mondo, venendo anche chiamata alla Biennale di Venezia del 1995 da Gillo Dorfles.

La mostra si articola nelle due sale della Galleria Milano al pian terreno di un palazzo tra Via Manin e Via Turati. Il titolo altro non è che un rimando a una pratica di meditazione zen: un invito a cogliere l'essenza profonda della realtà in cui viviamo attraverso una frase paradossale, secondo un procedimento tipico anche della filosofia platonica e greco-romana.

Subito balza all'occhio Potnia, il litofono che giganteggia con la sua mole sinistra e maestosa: questo tipo di opere della Del Ponte vogliono risvegliare, attraverso il suono (il litofono è, appunto, una pietra che suona se percossa, proprio come il bronzo di una campana), il senso della nostra esistenza, del nostro essere e del Cosmo in cui viviamo. Potnia è un vocabolo di origine indoeuropea, che significa "signora", usato da Omero nell'Iliade per definire Artemide in grado di domare le bestie selvatiche. Nella stessa sala compare anche la luce a led di Il nano illuminante, un piccolo punto di luce racchiuso in una cornice quadrata che pare smisuratamente grande, ma che raffigura l'infinito e la sua costante ricerca da parte dell'umanità.

La seconda sala è un omaggio al pensiero di Giordano Bruno, il filosofo arso sul rogo a Roma nel 1600. Ars memoriae è un'opera che ci invita a riflettere e ad allenare la nostra memoria attraverso un procedimento di origine antica, atto a evocare un discorso secondo una successione ordinata. Giordano Bruno, e così la Del Ponte, associano lettere alfabetiche e figure mitologiche, anche se l'artista milanese si spinge, mettendo in figura l'alfabeto con immagini dipinte di code di animali (A come asino, per esempio, con la raffigurazione di una coda d'asino) e realizzando, a guisa di moderno astrolabio in cartoncino, una ruota, simbolo del ciclico ritorno delle stagioni e del fluire della vita, un percorso di associazione tra divinità antiche, aforismi e frasi con senso compiuto al fine di sperimentare una nuova arte che aiuti, scientificamente, il cervello umano a un'ordinata unione di simboli e parole.

Stefano

Amalia Del Ponte. La porta senza porta

Galleria Milano
Via Manin, 13 - Via Turati, 14 Milano
Orari: martedì - sabato, ore 10-13 e 16-20.
Ingresso libero

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