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Giulio Aristide Sartorio, tra i moderni più classici

giulio aristide sartorioSono i primi vent’anni del Novecento. In Italia nasce il futurismo e Filippo Tommaso Marinetti vuole esaltare "il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno". Boccioni dipinge “La città che sale”, ed è movimento e impetuosità.  Giacomo Balla dipinge “Automobile in corsa”, ed è instancabile energia. 

E poi c’è Giulio Aristide Sartorio, ed è dolcezza in movimento.
Oscurato dal mito della modernità, dalle avanguardie e dalle novità, Sartorio è ispirato da quell’arte classica sempre attenta all’equilibrio, alla corporeità ed alla grazia. Nella misura in cui l’arte e la scultura classica si dedicano ai movimenti eleganti e leggiadri, Sartorio si dedica al ritmo armonico delle movenze. La sua pittura è continuo vitalismo,  espressione, gestualità e corpo. Grande modello per Sartorio è l’inarrivabile Fidia, padre della rappresentazione del corpo e del dinamismo nella scultura. Non serve presentare tesi a favore del sensibile talento di questo artista; per cogliere il suo prestigio è sufficiente osservare un suo dipinto. Solo così potrete afferrare la delicatezza dei corpi, la forte attenzione all’espressività dei gesti immersi nei colori madreperlacei della tela che realizza un vero e proprio rapimento dell’occhio. Giulio Aristide Sartorio ha saputo valorizzare il corpo, l’umanità e l’eleganza con uno stile sottile e brillante.

Quanto è classico e quanto è moderno, allora, questo artista? L’orizzonte culturale in cui vive tende certamente a non far propri i caratteri di grazia e di misura, a favore di una dinamicità violenta sia nell’arte che nella letteratura.
Sartorio è classico nell’attenzione al corpo, nelle espressioni e nella ricercata bellezza. E’ classico nella brillante lucentezza delle sue opere. E’, invece, moderno per le sue scene mai stabili, mai morte.
E’ artista amato da D’Annunzio che lo definisce "unico e grande per l'eccesso di lavoro, per passione di bellezza, per impazienza di creazione"; è pertanto vero che la sua pittura non sia poi così lontana dalla prospettiva vitalistica ed enfatica dannunziana, che tutto immerge con ebbrezza dei sensi, ora nella parola e ora nella pittura.

Non sono in molti a sapere che l’aula del Parlamento del Palazzo di Montecitorio ospita una delle sue opere più importanti: il Fregio, capolavoro eroico e celebrativo.
Potrete inoltre osservare, a Milano, presso Gallerie d’Italia due delle tele che più lo rappresentano nella sua eleganza e delicatezza: si tratta del “Risveglio” (1908-1923, tempera cerosa su tela, 178,4 x 396 cm, Fondazione Cariplo), tele dai colori freddi e dai corpi vivi che si muovono e che si incontrano. Corpi ricoperti da leggerissimi veli o nudi e monumentali nelle movenze. Pura fisicità.
Sartorio è artista da riscoprire e difendere. E’ artista che non solo fu pittore ma anche scultore, scrittore, regista e fotografo. E’ artista che rappresenta l’unione di classico e moderno senza mai dimenticare il suo gusto squisito.

Deborah Gjinaj

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