AMIANTO LOMBARDIA 2016: Cosa fare

amianto2016

L'amianto è un minerale naturale con struttura fibrosa, molto comune in natura e molto utilizzato in passato per la sua elevata resistenza al calore e per molteplici altri impieghi: dalla meccanica/trasporti (es. pastiglie dei freni) all'alimentare (es. produzione di cisterne per l'acqua e tubi), dal tessile (indumenti e tessuti resistenti al fuoco) all'edilizia (per es. materiale coibentante ed isolante per tubature e per l'impianto elettrico, per le lastre in fibrocemento, ecc.).

L’utilizzo di questo materiale è stato vietato dopo averne accertato la sua nocività con la Legge 257/1992.

Conseguenze sulla salute:

L’esposizione alle fibre di amianto possono provocare:

  •  l'asbestosi: fibrosi con ispessimento ed indurimento del tessuto polmonare con conseguente difficoltà di scambio dell'ossigeno tra aria e sangue;
  •  il carcinoma polmonare: si verifica anche per esposizioni a basse dosi. Può essere causata anche da fumo di sigarette, cromo, nichel, materiali radioattivi, altri inquinanti ambientali;
  • il mesotelioma:  tumore della membrana di rivestimento del polmone (pleura) o dell'intestino (peritoneo).

Queste malattie possono insorgere dopo molti anni dall'esposizione: da 10 - 15 per l'asbestosi ad anche 20 - 40 per il carcinoma polmonare ed il mesotelioma.


Obblighi di legge: 

Che le fibre di amianto siano cancerogene e così sottili da essere respirabili causando patologie tumorali, è cosa arcinota da decenni. Entro il 31 Gennaio 2013 era obbligatorio informare per iscritto gli enti territoriali in merito alla presenza di materiali contenenti amianto. La mancata comunicazione espone il proprietario, ai sensi della LR 14-2012, art. 5 ad una sanzione amministrativa.

La Lombardia, con 3 milioni di metri cubi di amianto ancora da smaltire, ha visto negli ultimi anni un significativo aumento di morti e di malattie correlate. Inoltre vi sono ancora diversi siti, abitazioni, strutture pubbliche e private da bonificare. Per questi motivi 10 anni fa si è deciso di abbattere la presenza della fibra letale e molte sono state in questi anni le iniziative sindacali, dei vari comitati sorti nei luoghi del lavoro e sul territorio, delle istituzioni, in termini legislativi e normativi, in difesa della salute dei lavoratori e dell’ambiente.

Entro il 16 Gennaio 2016 in Lombardia diviene quindi obbligatoria la bonifica dei materiali contenti amianto, sarà quindi necessario rimuovere l’amianto dall’ambiente di vita e di lavoro sul territorio regionale e dagli edifici civili ed industriali per evitare la dispersione delle fibre di amianto nell'ambiente.

Sono state previste dalla Regione sgravi economici che non incidano sulle misure di sicurezza, per prevenire inevitabili rimozioni abusive ed abbandono di materiali contaminati che aggiungerebbero nuove esposizioni di difficile gestione.

La bonifica può essere effettuata solo da imprese specializzate, previa presentazione alla ASL di riferimento, almeno con 30 giorni di preavviso di apposito piano di lavoro ai sensi dell'art. 256 del D.Lgs. 81/2008.

Negli interventi devono essere rispettate le procedure tecniche per la salvaguardia dei lavoratori e per la prevenzione dell'inquinamento atmosferico.

Ai fini della responsabilità generale sul pericolo amianto, compete un obbligo di gestione del rischio a tutti i proprietari di immobili ed impianti con amianto in quanto responsabili di eventuali danni causati, alla collettività e ai dipendenti, dalla dispersione di fibre di amianto. Dal 2016 partiranno le ispezioni e per non incorrere nelle pesanti ed onerose sanzioni previste dalla normativa è conveniente arrivare alla scadenza preparati.

Secondo un rapporto del 2014 pubblicato dal CENSIS, in Italia ci sono almeno 2.400 scuole “che espongono i loro 342.000 alunni e studenti al rischio amianto”.

Settori a rischio

Per Bonanni, il primo settore è quello legato all’Eternit, a seguire il settore militare, ferroviario e scolastico (63 casi) “secondo noi sono di più i decessi per mesotelioma. Le fibre di amianto colpiscono non solo gli organi respiratori ma anche altri. C’è una situazione allarmante soprattutto al sud: Sicilia, Puglia (Ilva) ma soprattutto Abruzzo e Liguria”.

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