Expo: bando da 1 milione di euro per nascondere i cantieri incompiuti

Milano. Zona Expo. Siamo sempre qui, nello stesso mondo parallelo e fantascientifico dove il cibo salutare e l'alimentazione corretta si fanno sponsorizzare da multinazionali come Mc Donald's e Coca-Cola, ma soprattutto dove le incompiute vengono coperte da fantasiose e "gratificanti" pezze dal valore stimato di 100 euro al metro quadro. Si, avete capito bene. I cantieri incompiuti e i terreni in ritardo con i lavori non verranno conclusi - per ovvie motivazioni legate alla tempistica - ma verranno camuffati. Infatti, è già pronto un bando da un milione di euro per la fornitura di questo "camouflage".

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La gara d'appalto, partita venerdì 13 marzo, ha inaugurato anche la visita effettuata da Matteo Renzi il quale ha rassicurato tutti affermando che i lavori verranno ottimizzati e conclusi nel minor tempo possibile. Il bando in questione, del costo totale di un milione e centomila euro, servirà per le forniture di "allestimenti di quinte di camouflage" - in pratica allestimenti scenografici - che copriranno le ventidue aree su ventiquattro non ancora nate. Ma qual è il vero stato dei lavori? L'Italia è pronta a nidificare un esposizione universale che possa accogliere il mondo intero desideroso di comprendere quali e quante siano le potenzialità di un industrializzazione italiana ormai nel baratro ma camuffata - rimaniamo in tema - dalle rassicurazioni di un premier più imbarazzato con sè stesso che confortante?

expo cantiere 675 La risposta ce l'abbiamo davanti agli occhi. Il reale avanzamento dei lavori non c'è e, prese in giro a parte, l'Italia arriverà alla data dell'apertura dell'esposizione universale con più di metà cantiere incompiuto. Per ulteriori informazioni, sono andato a cercare all'interno del sito di Expo i calcoli caricati dagli stessi addetti ai lavori. I cantieri risultano ultimati nel campo base - dove si trovano le cosiddette maestranze - e la porta principale d'ingresso all'esposizione. Per quanto riguarda gli altri capannoni, la data di fine lavori di Palazzo Italia è stata fissata per il 18 aprile, mentre la fine dei lavori dell'edificio del Cardo è fissata per il 30 aprile 2015. Si può constatare quindi, che il ritardo sia di casa ad Expo. In totale, si può contare che solo il 18% dei lavori sia compiuto, mentre l'8% è ancora sotto lunga e interminabile verifica amministrativa. E, se alcuni lavori possono avere un ritardo recuperabile e copribile non con le quinte scenografiche ma soltanto con il tempo, altri cantieri risultano in un ritardo disastroso e irrecuperabile.

L'ultimo dato, ma sicuramente non meno importante, è quello relativo alla fine dei lavori dei padiglioni legati all'estero: primo agosto 2015, proprio quando l'esposizione sarà iniziata da ben tre mesi. Insomma, il "work in progress" non sembra essere il marchio di fabbrica tipico dell'Italia. Forse - e concedetemi la licenza poetica - sarebbe meglio chiamarlo "work in delay" vista la nostra particolare tendenza naturale e innata nel lasciare i lavori a metà. Tuttavia, quando tutto sembra perduto, ecco pronto un bel bando da un milione di euro e tutto quello splendido camouflage da portare in alto come segno di gloria o come medaglia da mostrare ai nipoti. Un' atleta olimpico tiene in mano la fiaccola accesa, simbolo di speranza e sana competizione, l'Italia porta con sè delle scenografie teatrali, dove recitare il proprio finto consenso e mostrare a tutto il mondo come il "work in delay" sia più uno stile di vita che una licenza poetica.

Matteo

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