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Pino Pinelli “Antologia Rossa” in mostra

Se i tagli - i concetti spaziali - di Lucio Fontana vi colpiscono e coinvolgono – perché opere in divenire, spazialmente non limitate – , conoscere l’arte di Pino Pinelli sarà esperienza simile: superficie monocroma, sfruttamento dello spazio e in Pinelli, soprattutto, percezione del materiale dell’opera nella sua corporeità e concretezza.

Nato a Catania e trasferitosi presto a Milano, lavora e dedica la sua attenzione alla tela, al colore, alla cornice. E’ tra gli esponenti di quella che  Filiberto Menna denominò Pittura analitica o “pittura-pittura” , un movimento artistico che vive negli anni Settanta in Italia e prende forma dalla curiosità del ritorno ad un’essenza della pittura e da una sua totale messa in discussione se non distruzione e, successivamente, ricreazione. E’ pittura tesa al ripiegamento su se stessa e alla propria natura, che abbandona l’ambizione di rappresentare e si muove in un rapporto sempre più stretto ed intimo con l’autore. Una pittura che si getta sulla tela, sopravvive con l’azione dell’artista e convive con l’ambiente circostante. Tra i più celebri pittori analitici occorre citare Claudio Verna, Giorgio Griffa, Claudio Olivieri.

Essenza pittorica e superficie, quindi, ad animare l’azione creativa di Pinelli. La mostra Antologia rossa, inaugurata il 21 Marzo e aperta al pubblico fino al 20 Maggio, presso la Galleria Dep Art, ci presenta le opere dell’artista dagli anni Settanta ad oggi, caratterizzate da una superficie che sembra essere in movimento grazie al rivestimento in pelle di daino e incarcerata da un colore rosso vivo, magnetico e provocante; la superficie di pelle di daino e la concretezza delle opere stuzzicheranno la sensibilità tattile di chiunque.

Opere di forma ovale, rettangolare e a croce, diverse delle quali sconfinanti nello spazio di intere pareti che propagandosi pezzo dopo pezzo, obbligano lo sguardo a seguirle per la sala. “Su queste pelli di daino naufraga, per Pinelli, la concezione di una pittura che riconosce come propria sede l’area delimitata del quadro. Si apre al contrario la prospettiva di una pittura in perenne migrazione, nell’interminabile spazialità fenomenica” scrive Giovanni Maria Accame.

Più l’approccio al materiale che alla rappresentazione, e più alla forma ed allo spazio, in opere che vibrano e che interagiscono nella loro fisicità con lo spettatore.

Deborah Gjinaj

Pino Pinelli. Antologia Rossa
Galleria Dep Art
via Giuriati, 9 - 20129 Milano
Orario: Martedì - Sabato 15 / 19 
ingresso libero
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