Tragica sparatoria al tribunale di Milano

sparatoria-a-palazzo-di-giustizia-di-milano.jpgUna sparatoria al palazzo di Giustizia di Milano ha generato terrore e panico tra i presenti. Un folle gesto di un uomo adirato. Infatti, un killer ha sparato all'impazzata uccidendo tre persone, mentre due sono rimaste ferite. Il terzo uomo morto non presenta ferite né altro che possa far pensare all'uccisione, perché è stato trovato sulle scale privo di vita, e si suppone che sia stato travolto improvvisamente da un infarto per il terribile evento. Ciò è quanto viene riportato dall'Ansa.

Una delle vittime è il Giudice Fernando Ciampi, giudice della sezione fallimentare, che è stato ucciso nella sua stanza ubicata al secondo piano. La seconda vittima è Lorenzo Alberto Claris Appiani, un giovane avvocato di 37 anni. Invece, zio e nipote, entrambi coimputati di Claudio Giardiello, e cioè Giorgio Erba e Davide Limongelli, inizialmente sono rimasti feriti, ma successivamente il primo dei due è morto, portando così a 4 il numero delle vittime. Il colpevole è Claudio Giardiello, 57 anni, nato a Benevento e residente in Brianza, imputato per bancarotta fraudolenta, che si è presentato a palazzo di Giustizia, vestito in giacca e cravatta, appunto per l'udienza legata alla bancarotta dell'agenzia immobiliare Magenta srl, di cui è socio maggioritario.

L'avvocato Valerio Marianiello ha dichiarato che l'imputato Giardiello è paranoico e diventa facilmente preda dell'ira, manifestando improvvisi cambiamenti di umore. Dopo un disappunto del suddetto avvocato, in sede del tribunale, l'imputato Giardiello, accecato dalla rabbia, ha sparato volontariamente e dopo aver commesso l’omicidio, si è dato alla fuga a bordo di una moto verso Vimercate, dove è stato arrestato dalle forze dell'ordine locali, con le gravissime accuse sopra elencate. Alcune persone hanno testimoniato l’inquietante vicenda, dichiarando di aver sentito degli spari, in seguito ai quali è subentrata in loro una grande paura che li ha costretti a cercare rifugio o vie d’uscita all'interno dell'edificio, che è stato subito evacuato per ordine delle forze dell’ordine.

Coloro che erano presenti si interrogano ancora sull'accaduto, e si pongono lo scottante interrogativo: “come è potuto succedere che si entra così senza controlli in una struttura che necessita invece sempre maggiori e costanti controlli?”. La risposta rimane misteriosa, ma le accurate ricerche e le indagini sul caso, faranno luce sui molteplici dubbi sorti con giustificato interesse, e si spera che saranno sciolti nel più breve tempo possibile. Intanto oggi, una persona che lavora presso il tribunale e si reca abitualmente in loco, ha dichiarato che il metal detector è rotto, mentre altre fonti assicurano che i metal detector presenti nell'edificio funzionano tutti. Quale sarà la verità? Attenderemo l'esito di ulteriori indagini adeguate.       

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