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Milano: prima donazione samaritana di un rene

E’ successo per la prima volta a Milano: una donna dona gratuitamente un rene ad uno sconosciuto, scatenando una vera e propria cascata di trapianti, da donatore vivente.

Ci troviamo di fronte al primo trapianto d’organo da donatore samaritano, avvenuto nel nostro Paese, che, soffocato dall’immensa mole di catastrofi e tragedie umane, si rende protagonista di un gesto di estrema solidarietà.

donazione samaritana

A renderlo noto il ministro della salute, che ha convocato per la giornata di oggi, 10 Aprile 2015, una conferenza stampa; nella quale il Ministro Beatrice Lorenzin, il direttore del centro nazionale trapianti (CNT) e Alessandro Nonni Costa, illustreranno questo eccezionale intervento, insieme ai chirurghi.

Gli effetti di questo gesto, di onesto altruismo, sono stati immediati. La donazione ha innescato una catena di interventi di trapianto, altrimenti impossibili. Si tratta di un fenomeno chiamato “cross over”, grazie al quale è stato possibile incrociare in successione tutti i donatori e i riceventi delle coppie, idonei al trapianto da vivente, ma incompatibili tra di loro a livello immunologico o per gruppo sanguigno, creando una catena di donazioni e trapianti. Un vero e proprio effetto domino!

Nel settore dei trapianti di organo il termine “samaritano” assume una valenza tutt’altro che religiosa, ma viene riferito al donatore vivente di un organo, che dona una parte di sé alla collettività, e non ad uno specifico ricevente, senza alcun tipo di remunerazione o contraccambio.

L’organo reso disponibile viene trapiantato ad un ricevente in lista di attesa, scelto secondo criteri predeterminati.

Tale gesto d’altruismo, può essere anche utilizzato per facilitare il trapianto di potenziali riceventi in coppie incompatibili per motivi biologici, ad esempio soggetti con gruppi ABO incompatibili, tra i quali, mediante meccanismi “a catena aperta”, è possibile effettuare più trapianti.

corpo umano

In ambito internazionale questo tipo di donazione è ammessa negli Stati Uniti, in Olanda, e in alcuni Paesi scandinavi.

In Italia il fenomeno è rimasto sotto traccia fino al 2010. Il primo a pronunciarsi sulla possibilità di effettuare trapianti, grazie alla donazione samaritana, fu il comitato nazionale di bioetica, che si pronunciò favorevole, raccomandando alcuni controlli ed attenzioni da non sottovalutare.

“Tale forma di donazione sia esercitata nel rispetto del reciproco anonimato, del donatore e del ricevente, che l’informativa da sottoporre al donatore, per siglare il suo totale consenso, anche da parte della struttura medica, sia completo ed esauriente, in particolare riguardo i rischi fisici e psichici, che il gesto comporta.”

“Il prelievo di un rene, da un donatore vivente, viene effettuato su esplicita, motivata, libera richiesta del donatore e del ricevente, in seguito ad una corretta ed esaustiva informazione riguardo i potenziali rischi corsi dal donatore, per il beneficio terapeutico del paziente”.

Inoltre, “Sul donatore viene effettuato anche un accertamento che verifichi le vere motivazioni della donazione, la conoscenza dei potenziali fattori di rischio, e delle reali possibilità del trapianto, in termini di sopravvivenza dell’organo e del paziente, la reale disponibilità di un consenso libero ed informato”.

donatori

E’ successo per la prima volta a Milano, il primo trapianto di rene, grazie ad un donatore samaritano.

A parlare sono i fatti e le carte, nulla di equivoco o ambiguo vi è nascosto alle spalle.

L’intervento, che si presenta sotto un aureola di sommo altruismo, è limpido, chiaro, trasparente ai nostri occhi.

Un gesto di generosità in piena regola, che ricorda, a noi italiani, che la solidarietà esiste ancora, è visibile, ed è possibile toccarla con mano.

Riuscirà questo estremo esempio di amore verso il prossimo, a trasmettere un po’ di fiducia, nel cuore di noi cittadini, sempre frettolosi e distratti… O morirà soffocato dall’immensa mole di catastrofi che siamo costretti a subire ogni giorno?

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