Immigrazione fuori controllo

immigrazione sbarchiSbarchi senza fine: un problema di emergenza ormai quotidiana a cui la comunità internazionale deve dare una risposta credibile

E’ un flusso migratorio in continuo, inesorabile aumento, e dai futuri sviluppi imprevedibili. Migliaia di persone, in fuga dall’Africa e alla mercé di spregiudicati trafficanti di esseri umani, sono pronte a salpare dalle coste libiche con destinazione Italia, a costo della vita. E non si domandano cosa troveranno qui, perché - nel loro “ideale collettivo” - qualsiasi soluzione rappresenterà pur sempre un progresso rispetto alla loro condizione di partenza.

Siamo dunque predestinati ad importare passivamente tanta disperazione? Parrebbe proprio di sì. Mentre da un lato l’Europa – annunci a parte – di fatto scarica il problema su noi Italiani,  dall’altro le nostre istituzioni annaspano nel mare profondissimo dell’inconcludenza, affibbiando la gestione dell’ennesima emergenza alle amministrazioni locali in difficoltà.

D’altra parte, il recentissimo episodio della misteriosa motovedetta battente bandiera libica che ha aperto il fuoco contro il guardacoste italiano, al termine di un’operazione di salvataggio, dà la misura del livello di intollerabile aggressività di cui sono fatte oggetto le imbarcazioni della nostra Marina.

“Bisogna prepararsi per una stagione migratoria pesante, l’esecutivo comunitario è pronto a fare la propria parte”, con queste parole Dimitris Avramopoulos,  Commissario UE per “Migrazione ed Affari Interni”, liquida la spinosa questione. Ma, - al di là di qualsiasi generica ed astratta dichiarazione di buona volontà - per affrontare un fenomeno epocale come quello che si prospetta, occorrerebbero risorse ingentissime di cui l’attuale Europa, impoverita com’è, indubbiamente non dispone.

Insomma, bando all’ipocrisia, non c’è solidarietà che tenga: se mezzo continente africano si riversasse prossimamente nel nostro Paese, per forza di cose – e nostro malgrado - non ci sarebbero né cibo né alloggio per tutti! Anzi, dovremmo precisare che siamo già in una situazione di “non sostenibilità” con centri di accoglienza che scoppiano, nuove forme di povertà che avanzano, livello di conflittualità sociale in rialzo, dissesto idrogeologico cronico, infrastrutture vecchie e insufficienti, rischio terrorismo, corruzione, disoccupazione dilagante, imprese che chiudono, numero dei reati in crescita, emergenza carceraria, debito pubblico con un nuovo record negativo … tutte autentiche “mine vaganti” che minacciano la stabilità di un sistema verosimilmente traballante, che rischia di saltare ad ogni minima scossa. immigrazione sbarchi2

Intanto, mentre i migranti continuano a morire in mare e i trafficanti di esseri umani continuano (impuniti) ad esercitare le loro attività illecite finanziando l’Isis et similia,  sembra che il nostro Presidente del Consiglio e l’attuale Ministro dell’Interno stiano cercando presso strutture alberghiere altri 6.500 posti letto per gli immigrati i quali, naturalmente, dovranno anche mangiare, vestirsi e fare qualche telefonata. L’interrogativo è: “Fermo restando che il dovere del  soccorso nell’immediatezza del pericolo di vita non  può in nessun caso essere messo in discussione, nel lungo termine dove troveremo i fondi per pagare tutto questo?”

Sarebbe meraviglioso poter salvare il mondo accogliendo sul nostro suolo - sic et simpliciter - chiunque ne faccia richiesta, tuttavia, specialmente in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo, pensare che ciò sia praticabile all’infinito, significa perdere il contatto con la realtà!

E’ evidente che il salvataggio delle persone nell’ambito di una migrazione di proporzioni bibliche come quella che si prospetta vada perseguito con piani adeguati, e cioè attraverso la stabilizzazione della situazione politico-sociale della Libia, lo smantellamento del traffico internazionale di esseri umani, l’invio di alimenti, medicine, aiuti in denaro, attrezzature logistiche e personale specializzato direttamente in loco, nonché mediante lo stanziamento di fondi per borse di studio agli studenti stranieri particolarmente meritevoli e privi dei mezzi necessari per la loro istruzione:  tutti gli sforzi governativi ed economici del nostro Paese dovrebbero muoversi in questa precisa direzione e coinvolgere in iniziative di tal genere la comunità internazionale.

Al di là della ormai consueta politica degli annunci, però, da un punto di vista concreto, tutto tace.

                                                                                                              Mirella Elisa Scotellaro

Pin It

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.