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Un murale per ricordare la Resistenza

resistenza 1Anche l’arte, in una delle forme più moderne, ricorda l’anniversario dei settant’anni della fine della seconda guerra mondiale e l’importante ruolo avuto dalla Resistenza in Italia.

Un murale ha una visibilità enorme, usa un linguaggio comprensibile a tutti che va oltre le diversità di lingua, parla alle generazioni che non hanno vissuto quel periodo in modo immediato e diretto.

Domenica 12 aprile, presso il Cavalcavia Buccari, nel quartiere Ortica di Milano, è stato inaugurato il murale che avrà lo scopo di ricordare i settant’anni della fine della Resistenza in Italia, avvenuta il 25 aprile del 1945.

L’iniziativa, promossa dal Consiglio di Zona 3, dal Nuovo Liceo Artistico, dal gruppo scout CNGEI, dalle associazioni Nonunodimeno e Orticanoodles e dall’Anpi, ha ricevuto il patrocinio del Comune di Milano.

“L’Amministrazione comunale è sempre pronta a sostenere le iniziative dei cittadini” ha detto l’assessore ai Lavori pubblici e Arredo urbano Carmela Rozza dopo l’inaugurazione “che arricchiscono la nostra città e creano momenti di socialità. Ringrazio le tante persone che si sono dedicate a quest’opera, in particolare le mamme, i papà e i bambini”. 

Ideato in laboratorio, il murale è caratterizzato da colori molto vividi e intensi, tra cui spiccano parole come memoria, simbolo e condivisione, che fanno parte integrante del ricordo della Resistenza a Milano, che vide i gruppi partigiani del Gap combattere contro i fascisti di Villa Triste, dove vivevano i tedeschi alleati di Mussolini. Alla fine del conflitto, la città venne premiata con una medaglia d’oro per il coraggio dei suoi cittadini in quei giorni cosi difficili.

Molti dei ragazzi che hanno collaborato al progetto del murale sono parte integrante del collettivo artistico Orticanoodles, che da sempre cerca di coinvolgere i milanesi nello scopo di recuperare quella parte della storia contemporanea dimenticata, ma che deve essere parte del tessuto collettivo e sociale del mondo di oggi.

Un anno fa i ragazzi del collettivo hanno dipinto sul muro dell’istituto ortopedico Gaetano Pini un murale lungo 150 metri che ricorda i milanesi che hanno fatto grande Milano nel secondo dopoguerra, da Gadda a Luchino Visconti, fino ad arrivare a Gian Maria Volonté, cresciuto a Torino ma nato a Milano. 

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