Juan Muñoz all'Hangar Bicocca

Il 9 Aprile 2015 è stata ufficialmente aperta al pubblico la mostra di Juan Muñoz presso l'Hangar Bicocca Milano, a cura di Vicente Todolí. Per la prima volta in Italia dopo l'ultima esposizione al Tate di Londra nel 2001, presenta come opera centrale Double Bind che da anche il nome all'esposizione Double Bind & Around.

juan munoz

Juan Muñoz nato nel 1953 e morto prematuramente nel 2001 è stato uno scultore singolare e complesso, cresciuto nel periodo franchista, ha saputo interpretare il mondo ponendo al centro del suo studio la figura umana che narra un racconto intimo della solitudine che la pervade. Venne definito anche un visionario per la costruzione nelle sue opere di mondi fittizi, abitati da personaggi particolari, curiosi e stravaganti, ognuno con la sua storia che Juan era in grado di raccontare attraverso la scultura. Era lui stesso a definirsi uno storyteller perchè le sue opere davano vita a delle vere narrazioni che si muovevano nello spazio. Questa dimensione è stata molto studiata dallo scultore, influenzato dall'arte statuaria romana, ha utilizzato prospettive ardite e cambiamenti di scala per coinvolgere i sensi e la percezione di ogni suo spettatore e per creare una tensione psicologica nell’individuo che cerca di intepretare le sue opere. Questa tensione viene realizzata attraverso l'arte dell'illusione che gli ha permesso di creare quei mondi fittizi, tra realtà e fantasia di cui le sue statue sono i protagonisti indiscussi.

juan munoz hangarbicocca

Attraverso fari biancastri che creano un gioco di ombre e grazie allo studio ingenieristico di CO3, Todolì è riuscito ad allestire la mostra, visibile ora nei 5.300 metri quadrati delle “navate” di HangarBicocca. Secondo quello che avrebbe voluto Juan, ovvero di creare la sensazione di trovarsi in una città e non all'interno di un museo, partendo dal piano superiore a quello intermedio, è possibile vedere prima una superficie con forme geometriche che creano condotti illusori e poi scendendo si trovano le figure scultoree in gruppo o solitarie come bloccate nell'azione che stavano svolgendo. Vengono proposte 15 opere scultoree tra cui ricordiamo The Wasteland (1986), Waste Land (1986), Ventriloquist Looking at a Double Interior (1988-2000), Conversation Piece, Dublin (1994), The Nature of Visual Illusion (1994-1997) e Many Times (1999).

La mostra sarà a Milano fino al 23 agosto 2015, in concomitanza con Expo 2015, la grande Esposizione Universale. Un'ulteriore occasione per l'arte di aprire le sue porte agli occhi di tutto il mondo proponendo un'artista che ha segnato in maniera indelebile il panorama dell'arte dell'ultimo Novecento.

Monica Lia Monacchi

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