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Expo 2015, ci siamo: dimentichiamoci delle inchieste e cerchiamo conforto nell'arte

Il titolo di questo articolo può risultare leggermente provocatorio vista la grande attesa che sovrasta "l'impero meneghino" negli ultimi giorni. Tutta l'Italia e tutto il mondo, infatti, aspettano con impazienza il primo di maggio, giorno in cui avverrà l'apertura dell'attesissima (e incompleta) Esposizione Universale. Mentre gli addetti ai lavori pregano ogni possibile divinità extra-terrena affinchè le opere si concludano in tempo - ritengo sia meglio ripararsi dietro un muro di parcondicio religiosa - l'esposizione viene a contatto con le solite inchieste che fanno da sfondo ad un mondo fatto di alimentazione sana sponsorizzata da bambini che preferiscono un happy meal ad una pizza.

news expo eventi milanoEbbene si, perchè in Lombardia - patria dell'industria e non della pizza - anche la società Expo spa è coinvolta nella stessa inchiesta in cui sarebbe coinvolto il presidente della Regione Roberto Maroni. Infatti, secondo la procura, il governatore è accusato di induzione indebita per un contratto di collaborazione con Expo ottenuto da una sua ex collaboratrice. Il nuovo indagato sarebbe quindi accusato di turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e induzione indebita per presunte pressioni per far ottenere un' occupazione e un viaggio in Giappone a due sue ex collaboratrici. Allo stesso tempo, nel "dream team" di Expo 2015, viene inserito il difensore legale di Maroni - Domenico Aiello - che sicuramente, per la legge dei grandi numeri, non si tira fuori da queste voci di corridoio - e di inchiesta - che si spostano da un padiglione all'altro. Giusto in tempo per assistere alla scoperta dell'acqua calda da parte dei magistrati: l'ente che gestisce l'Esposizione Universale è sotto inchiesta in quanto "responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, amministrazione e gestione dell'ente".

Fra gli indagati accanto a Maroni, al segretario generale della regione Lombardia Gibelli e al responsabile della segreteria della presidenza Giacomo Ciriello, c'è Christian Malangone. Un nome non proprio sconosciuto visto che è colui che ricopre il ruolo di direttore generale di Expo. L'indagine, che tiene fra le sue grinfie "rosse" - come direbbe un Cavaliere non di fatto ma solo di nome - questi tre simboli di trasparenza, è stata fatta nascere dalla procura di Busto Arsizio e poi commissionata alla procura di Milano per semplici questioni territoriali. 

Sono diversi i filoni che guidano la procura a questa indagine. Il primo è il contratto di collaborazione tra Roberto Maroni, il suo entourage e la società Eupolis - l'istituto superiore per la statistica, la ricerca e la formazione della regione Lombardia - e il secondo riguardante un' ulteriore collaborazione accompagnata da diverse pressioni da parte di Maroni alla stessa società al fine di far commissionare spese di viaggio inerenti al World Expo Tour per conto di una sua collaboratrice. Al coltempo però, la richiesta del governatore non sarebbe stata accettata dalla stessa commissione per motivi forse burocratici, forse professionali. 

Nel corso dell'indagine, che si prevede venga conclusa nelle prossime ore, il presidente lombardo è stato convocato dai pm per rispondere delle azioni compiute da lui e dal suo stesso entourage. Allo stesso tempo, la sua decisione è stata quella di non presentarsi e non provvedere ad alcuna dichiarazione. Insomma, tempi duri per Expo: una prateria di sogni e speranze sporcata di fango e inchieste giudiziare. Inchieste non sicuramente gravi e gravose come tante altre, ma pur sempre inchieste portate avanti da una procura sempre pronta a darci dimostrazioni di legalità in mezzo a questo mare di favori all'italiana. 

notizie expo milano 2015Nel frattempo, forse l'arte ci potrà far dimenticare tutto quello che sta accadendo tra opere incomplete e inchieste, visto che per l'apertura di Expo, La Scala di Milano inaugurerà una stagione di concerti e spettacoli degni di nota: coro e orchestra saranno infatti in Piazza Duomo il 30 aprile per il concerto di Andrea Bocelli che anticipa l'apertura dell'esposizione. Il primo maggio, invece, ci sarà l'inaugurazione di Expo con l'opera di Puccini "Turandot". Tra gli ospiti della serata saranno inclusi il ministro dell'economia Padoan, il ministro dei beni culturali Franceschini, l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Matteo Renzi, seguiti dal presidente del Senato Pietro Grasso. 

Il 2 maggio, al coltempo, partirà il festival delle orchestre organizzato dal teatro milanese, il quale vedrà coinvolte quattordici orchestre di otto paesi diversi. Nel semestre dell'esposizione il teatro Piermarini sarà aperto sette giorni su sette e presenterà la bellezza di 122 opere e 90 concerti.

Matteo

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