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Expo 2015 alle porte. Tra antagonismi e minacce

Mazze ferrate, bombe molotove, maschere antigas. Un vero e proprio arsenale, quello che la Digos continua a scoprire in queste ore, in alcuni appartamenti della periferia di Milano, occupati abusivamente da 26 attivisti No Expo.

La notizia non stupisce più di tanto, considerando la moda dell’occupazione abusiva, in voga negli ultimi tempi, specie nelle periferie del capoluogo lombardo. L’unico dubbio, che viene a tormentare l’italiano, è che mancano meno di 42 ore inaugurazione di Expo, l’esposizione mondiale sulla nutrizione e l’alimentazione; un evento sensazionale mai realizzato prima d’ora, destinato a portare enorme prestigio e gloria, alla città di Milano.

Gloria o terrore? Il dubbio è lecito, ed è giusto considerare entrambe le facce della stessa medaglia.

Il livello di allerta, aumenta esponenzialmente all’avvicinarsi del 1 Maggio, data in cui Milano aprirà definitivamente le porte, a questa vera e propria vetrina mondiale.

no expo

A mettere a rischio l’inaugurazione, le minacce che ormai circolano da mesi, sui forum degli “antagonisti”, No Expo, No Tav, ma anche altri gruppi meno noti, ma particolarmente attivi presso vari centri sociali, del centro, e del Nord Italia.

Il primo grosso blitz è avvenuto ieri, nel capoluogo lombardo, seguito da un’altra operazione questa mattina.

“Il vero pericolo sono i gruppi antagonisti, gli anarchici, e i “professionisti del disordine pubblico”, dice Gianni Tonelli, segretario generale del Sap, sindacato della polizia di Stato. In effetti la storia, neanche troppo remota, ci ricorda le loro innumerevoli capacità di devastazione; tra le quali, mettere a ferro e fuoco intere città, devastare case, negozi, auto, monumenti…

Competenze che al confronto, il terrorismo jiadista, con i suoi kalashnikov, e le spaventose bombe umane, appare “nuovo del mestiere”.

E’ importante sottolineare che, tali gruppi antagonisti, che hanno unito le loro forze contro una minaccia/evento comune, non sempre possiedono colore o ideali, ma troppo spesso combattono unicamente con lo scopo di creare disagi, ed innescare violenze. In breve, il loro è unicamente un puro ed altrettanto insano esibizionismo.

armi pericolose

La tensione è alle stelle.

Nel capoluogo lombardo si trovano già 2500 militari, di cui 1500 poliziotti; 500 unità sono alloggiate all’interno del sito Expo, mentre le altre in varie strutture, lungo il cordone esterno dell’area espositiva.

La sicurezza sembra garantita, dunque, ma tutte la manifestazioni collaterali all’evento, sono a rischio, e si teme anche per il Teatro alla Scala, e non di meno per la Borsa Valori.

Digos e polizia restano in allerta nel quartiere milanese, dove sono state sequestrate, negli ultimi giorni, mazze e bombe molotov. Il prefetto di Milano ha firmato un decreto di espulsione ordinaria per 15 antagonisti francesi, denunciati per occupazione abusiva, e possesso di armi improprie. Il provvedimento non ha carattere d’urgenza, e non prevede per tanto, l’accompagnamento alla frontiera. In fondo, l’inaugurazione dell’esposizione mondiale, è ancora lontana, e il pericolo non sussiste.

Un altro provvedimento di espulsione è stato richiesto per i tre antagonisti tedeschi, scovati dalla Digos questa mattina, in una casa occupata nel quartiere Giambellino, a Milano; che oltretutto sono anche gli stessi per cui ieri, il tribunale civile, non aveva convalidato l’espulsione.

Ma non è finita certamente qui. Oltre ai 3 cittadini tedeschi, nel blitz di questa mattina, sono stati denunciati per occupazione abusiva anche 9 italiani, sempre appartenenti all’area antagonista No Expo. Il sospetto si unisce alla paura, che il materiale sequestrato fosse destinato al grande corteo di protesta, che avrà luogo Venerdì, a partire dalla piazza XXIV Maggio”.

corteo no expo

Al momento, l’unica “vittima” delle tensioni di questi giorni, è un tedesco, arrestato ieri nel carcere San Vittore, che, dal canto suo, si preoccupa di liberare delle celle, in previsione del gran numero di possibili arresti per prossimi giorni.

“Le perquisizioni della Digos, legate a possibili atti dimostrativi, in occasione dell’inaugurazione di Expo”, commenta Angelino Alfano, ministro degli Interni, “sono la prova che il sistema di prevenzione funziona. Nessun Paese è a rischio zero. Ma queste operazioni fanno chiaramente capire che lo Stato è più forte di chi lo vuole contrastare”.

Il Titolare del Viminale, lancia al suo popolo perle di vera rassicurazione e conforto, riguardo una situazione ritenuta preoccupante non solo dalle stesse autorità italiane, ma anche dalla potenza statunitense, la quale intima i propri cittadini presenti a Milano, di evitare le aree di manifestazione.

Non sarà di certo questa la prima volta, che il nostro Paese viene additato da altre potenze mondiali, come luogo pericoloso, ed epicentro di un’imminente catastrofe.

In conclusione, possiamo affermare, che la sicurezza sarà certamente garantita: un numero significativo di uomini in più è assicurato dal Capo della Giustizia, volto ad aumentare l’organico delle forze dell’ordine; e il carcere San Vittore, si prepara ad accogliere nuovi ospiti dietro le sue sbarre. Il popolo italiano è rassicurato dalle parole del Ministro Alfano, e caldamente invitato a rimandare eventuali gravi malesseri, al di fuori dell’area controllata, al “dopo Expo”; in quanto tutte le ambulanze della città, dovranno essere reperibili e pronte all’operatività tempestiva.

Le maglie delle forze di polizia e della intelligence, si stringono sul fronte interno, non nascondendo una certa preoccupazione riguardo i prossimi eventi di grande risonanza mediatica. A cominciare dall’inaugurazione di Expo, all’estensione della Sindone, in programma già dal 19 Aprile fino al 24 Giugno, nel Duomo di Torino; al Giubileo straordinario, annunciato da Papa Francesco.

La Pace e di tranquillità, per l’Italia, sono ancora lontane, e se è vero che nessun Paese è a rischio zero, è altrettanto vero che alcune zone della Terra, sono continuamente devastate da calamità naturali, altre, possono invece permettersi di distruggersi con le proprie mani.

Elisa

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