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Expo Milano 2015, dove finisce il cibo in eccesso?

Con il volo spettacolare delle frecce tricolore sul sito di Expo Milano 2015, è iniziata ufficialmente l’esposizione universale più attesa di sempre. Quella che doveva identificare il trionfo del berlusconismo, si sta rivelando un successo quasi personale del premier Matteo Renzi.

Attraverso l’opera del commissario straordinario Giuseppe Sala, pare che il premier abbia compiuto un autentico miracolo: colmare i ritardi del passato, e far si che per il primo Maggio tutto fosse pronto per accogliere l’esposizione universale.

Quando Expo 2015 mosse i primi passi, di fatto, c’era ancora un’altra Italia; meglio o peggio che fosse, non siamo tenuti a saperlo, ma la sola cosa di cui siamo certi, è che Expo è e sarà l’ennesimo trionfo di Renzi, simbolo di quel decisionismo tipicamente renziano, capace di risolvere le situazioni più disperate.

Ma sarà davvero un trionfo?

A poco più di una decina di giorni dall’inaugurazione dell’evento mondiale, molti sono i dubbi, ancora di più le contraddizioni, e ben pochi, se non addirittura inesistenti, i trionfi.

Alcune foto postate su Facebook e twitter, stanno facendo impazzare i social nelle ultime ore: le immagini mostrano decine di sacchi di plastica, come quelli della spazzatura, colmi di cibo, (pare possa trattarsi di pane), ammassati per terra all’interno del sito Rho-Pero, vicino allo spazio riservato alla regione Sardegna.

ad expo si spreca il cibo1

Detto ciò, l’esperienza ci insegna che non tutto ciò che arriva ai nostri occhi dai social, è oro colato. Verrebbe quasi alla mente la celebre frase pronunciata dalla regina di Francia Maria Antonietta, in occasione dell’assalto della plebaglia a Versailles, nelle giornate di pieno terrore rivoluzionario.

“Il popolo non ha pane? Che mangi le brioches!”

Tutta questa immondizia fa discutere, ovviamente, ed evidenzia la contraddizione più grande, riguardo il tema di Expo “nutrire il pianeta”.

In tanti si sono scandalizzati, alla vista di tali immagini, in quanto buttare cibo all’interno di sacchi, in una manifestazione universale, che dovrebbe innalzare determinati valori, e garantire a tutto il mondo il diritto all’alimentazione, appare proprio una contraddizione scottante.

La regina Maria Antonietta, ai tempi della rivoluzione francese, per una gaffe simile, ci perse addirittura la testa; eppure vanno fatte ancora alcune precisazioni prima di decapitare definitivamente Expo. Andando a scavare a fondo nella storia, non riportata sui libri scolastici, troveremo niente meno che un piccolissimo, ed insignificante dubbio, che incerta la veridicità della suddetta frase incriminatoria; analogamente, non fermandoci alla superficie di una o due immagini bidimensionali, apparse sui social, potremmo riscontrare qualche lecito dubbio.

La regina Maria Antonietta di Francia, è forse stata decapitata senza apparente motivo?

Il cibo in eccesso, prodotto all’interno di Expo, com’era stato più volte affermato, va destinato al Banco Alimentare Onlus, e donato alle strutture che assistono i senzatetto, e i cittadini poveri del milanese.

“Niente più pane, chili di pane, che finisce nella spazzatura. E niente più foto come quelle circolate mercoledì su Facebook, con i mucchi di filoni dentro i sacchetti e a bordo strada, a fine giornata. Expo volta pagina e, nel suo rodaggio, inserisce un tassello fondamentale: d’ora in poi, le eccedenze di tutti i ristoranti potranno essere affidate alle sapienti mani del Banco Alimentare. Che le porterà, come da tradizione, nelle mense per i più bisognosi. Ma servirà l’aiuto di tutti.”

Così parla un articolo apparso sulla Stampa lo scorso 6 Maggio. La fondazione del Banco Alimentare, che dal 1989 si occupa di raccogliere e distribuire il cibo in eccesso, si sta attivando concretamente per fare si che il tema “nutrire il pianeta” non rimanga unicamente il titolo di un’esposizione qualunque, ma porti il volto di tutte quelle persone che di fame ci soffrono davvero.

L’accordo tra la suddetta fondazione, e l’esposizione mondiale più chiacchierata degli ultimi tempi, è stato siglato, e coinvolge anche Cascina Triulza, il laboratorio equo e sostenibile dell’esposizione.

In un’intervista, svoltasi prima dell’inaugurazione di Expo, la Fondazione del Banco Alimentare, ci informa anche riguardo alle modalità con cui svolgerà il suo lavoro di raccolta cibo all’interno del sito Expo. Ne emerge che verranno raccolte le eccedenze, ovvero il cibo perfettamente integro, Gli scarti e i rifiuti prodotti all'interno dell'Expo, invece, verranno sigillati e portati all'inceneritore di Rho. Una procedura dovuta anche ai tanti ingredienti particolari presenti nell'esposizione, e normalmente vietati in Italia e in Europa. L’obiettivo del Banco Alimentare è quello di recuperare il 40 % del cibo in eccesso, prodotto dai vari ristoranti partecipanti all’esposizione.

E il restante 60%?

Per concretizzare le mille parole che volano al vento, manca ancora un piccolo tassello, ovvero l’aiuto di tutti, perché nessuno ha mai salvato il mondo da solo.

Un piccolo passo per dare finalmente un volto al tema di Expo Milano 2015, “nutrizione del pianeta”, il volto di chi la fame la soffre davvero.

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