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Expo: è esplosa la movida dei padiglioni

A partire dalla settimana prossima dovrebbe partire l'orario allungato, ovvero la possibilità per migliaia di giovani (e non solo) di prolungare il proprio soggiorno a Expo per decidere di passare un venerdì o un sabato sera diverso ed alternativo. Già per il sabato 16 maggio la movida "exponiana" ha certificato il pienone, dando grandi contributi economici ai padiglioni e a tutta la gestione Expo, ma anche un grande scontento tra i ristoratori milanesi. Nel sito di Expo, infatti, un numero altissimo di giovani ha riempito il decumano, il cardo e tutte le varie zone di interesse principale. Allo stesso tempo però, i ristoratori accusano una sorta di "cannibalizzazione" del turismo, visto l'enorme flusso di persone che sta passando le serate con gli amici all'interno del sito Expo durante la fascia oraria 19-23.

"Sono stati venduti oltre 100.000 biglietti da 5 euro per chi entra dalle ore 19 alle ore 23" ha confermato il commissario Expo Giuseppe Sala, che fino a prova contraria e per ovvi motivi porterà avanti questa iniziativa senza troppi scrupoli e ritegni. I turisti giovani d'altra parte, trovano all'interno del sito ristoranti e bar rigorosamente aperti dove hanno la possibilità di apprezzare Expo anche da un altro punto di vista. Il commissario generale ha deciso di prolungare l'apertura di Expo fino alla mezzanotte, orario che sta destando non poche preoccupazioni tra i commercianti milanesi. Infatti, a detta di quest'ultimi: "Il centro città il fine settimana è quasi completamente vuoto". Tuttavia, anche se Expo sta portando - e porterà - un'ondata di turismo concentrato al suo interno, nessuno crede davvero che esso possa inequivocabilmente "rubare" la scena ai commercianti milanesi e ai luoghi frequentatissimi di Milano. Infatti, nella zona della nuova Darsena e i navigli è stato registrato un grosso flusso di persone che non avrebbe nulla da invidiare al flusso di "movida" che si è registrato all'interno dei padiglioni Expo. Insomma, una guerra di concorrenza, o meglio, un derby tra rivali della stessa forza attrattiva.

Per quanto riguarda l'aspetto economico e partecipativo, in questo periodo si stanno presentando numerose scolareche e la vera ondata di turismo si aspetta solo all'inizio delle vacanze estive, quando si potranno fare i veri bilanci e capire se davvero Expo stia spostando l'attenzione dei milanesi e dei turisti al suo interno. Detto questo, la movida non avrebbe questo nome se a volte non fosse caratterizzata da prolungamenti istintivi e illeciti come è successo in questi giorni. E' avvenuto solo pochi giorni fa infatti un siparietto molto simpatico che ha fatto comprendere il successo che sta avendo l'esposizione anche nell'ottica della vita notturna e del divertimento. Dagli altoparlanti la parole che si susseguono sono quasi comiche: "I visitatori sono pregati di uscire perchè l'esposizione chiude alle 23".

Un boom di presenze e vendite insomma, che non farà sicuramente finire qui la battaglia tra turismo locale e esposizione, destinata a prolungarsi fino alla fine dell'evento mondiale di zona Rho. L'unica attrazione serale che rispetta l'orario è l'albero della vita che dopo aver spento le proprie luci chiude i battenti regolarmente entro le 22. Eventi che hanno sfociato nell'entusiasmo generale sono stati invece il concerto heavy metal di Israele e il jazz adulto di Enrico Rava in auditorium. Per quanto riguarda gli altri padiglioni, la Repubblica Ceca ha messo a disposizione diverse sedie sdraio per dare la possibilità ai ragazzi di rifocillarsi mentre i padiglioni olandesi non ci pensano proprio a smettere di cuocere crepes e spillare birre prima di tarda sera. 

In mezzo ad un mare di interrogativi e ottimismi, quindi, c'è ancora spazio per un po' di spensieratezza che possa combattere un periodo di disagio economico e far dimenticare il brutto inizio che ha dovuto passare l'esposizione universale dopo i lunghi scontri in corso Magenta. Gli orari prolungati recano problemi ai commercianti e destano critiche a tutta la gestione di Expo, dalle istituzioni ai ristoratori, desiderosi di vedere Expo solo come un'opportunità per la città e non come una fonte di concorrenza. Tuttavia, è giusto che tutto questo possa sfociare in qualcosa di più vicino allo svago che alla battaglia, anche per dare a tutti un segnale di tranquillità e divertimento che non tutte le fiere possono dare.

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