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La Gran Bretagna non si fida dell'Unione Europea e valuta di uscirne

bank of englandUn documento top secret, complice la “svista” di un dirigente della Bank of England nella spedizione di un’e-mail, finisce sul The Guardian e si scopre che…

Ormai, da un paio di giorni, è cosa di pubblico dominio: poiché entro il 2017 il governo  di Londra ha previsto un referendum con il quale il popolo sarà chiamato a decidere se la Gran Bretagna dovrà restare o meno nell’Unione Europea, la Banca d’Inghilterra (in via preventiva) ha incaricato un’unità speciale - fino a ieri segretissima - per lo studio delle conseguenze di un’eventuale Brexit.

Dal canto suo, la Banca ufficialmente non smentisce ma - nel confermare - si rammarica che una questione così delicata sia malamente finita in pasto alla stampa, difendendo comunque la scelta di riservatezza sull’incarico per non meglio precisate ragioni di opportunità politica, riconducibili alla presunta necessità di scegliere il “momento giusto” per rendere pubblici i risultati dell’indagine in questione. Del resto, essendo preciso compito della Banca occuparsi di tali problematiche, l’istituzione londinese non comprenderebbe il clima di sorpresa e di diffidenza con cui la notizia sarebbe stata accolta dai mezzi di comunicazione.unione europea

Di diverso avviso il laburista Leslie, il quale  invoca al riguardo un dibattito pubblico da contrapporre alle oscure manovre di palazzo, fin qui poste in essere da certa dirigenza.

Il progetto, denominato “Project Bookend”, sembra prendere in seria considerazione l’ipotesi di una Brexit (sicuramente più di quanto molti “europeisti ad oltranza” non siano disposti ad ammettere), con tutti i possibili risvolti che ne conseguirebbero sul piano della stabilità economico-finanziaria dell’Europa intera e del destino della sterlina.

Proprio per questo, la raccomandazione di tenere la bocca cucita sull’argomento (anche all’interno della stessa BoE) era stata rivolta ad un ristrettissimo gruppo di dirigenti super selezionati i quali, traditi da un errore (non si sa bene quanto “casuale”) nella spedizione di un’e-mail, si sono trovati a dover gestire, loro malgrado, una scabrosa faccenda dal retroscena che potrebbe definirsi  “fantozziano”, se non fosse per il fatto che su questa materia ci sia ben poco da ridere, essendoci in ballo la sicurezza e la sorte economica di milioni di persone.

 Marco Pepe

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