Putin a Milano: arroganza e maleducazione

Il presidente russo Vladimir Putin è arrivato all’appuntamento con il premier italiano Matteo Renzi con un un’ora di ritardo, facendo aspettare quest'ultimo come fosse un suo "galoppino".

Renzi ha dovuto attendere a lungo e chissà quali pensieri turbinavano nella sua testa durante il passare dei minuti sotto il sole in giacca e cravatta. Il contestato presidente russo è un habitué dei ritardi, ama essere al centro dell'attenzione e farsi aspettare: costume naturale per lo Zar della potentissima nuova Russia. Al contrario di Angela Merkel che lo scorso ottobre aveva annullato l'appuntamento con Putin che si era comportato allo stesso modo, il premier Renzi lo ha atteso con pazienza quasi come se fosse una cortesia dovuta e non una grave mancanza diplomatica.

La scortesia di Putin però non finisce qui, il suo scopo in Italia è parte di una strategia disegnata nei minimi particolari che ha l'obiettivo di mettere uno contro l'altro gli stati europei, scardinandone i principi fondamentali e bypasssando qualsiasi morale quasi come se le sanzioni imposte contro la Russia dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea non avessero fondamento, quasi come se i migliaia di morti nell'est Ucraina non esistessero, come se la crisi nell'Europa dell'est fosse fomentata dal Cremlino, quasi come se la Russia avesse fatto una cosa sacrosanta ad annettere la Crimea in barba a tutte le leggi internazionali, quasi come se in Russia regnasse libertà civile e democrazia, quasi come se giornalisti ed oppositori politici potessero esprimersi liberamente, informarsi ed informare di ciò che succede in Ucraina ad opera dell'esercito regolare russo.

Invece di fermare l'aggressione di Vladimir Putin in Europa orientale, nel Bel Paese si pensa al portafoglio, si discute di contratti, di forniture industriali e l'Italia si piega nei confronti di un leader che invece avrebbe dovuto chiaramente sentirsi in totale isolamento per cambiare rotta.

L'economia è certo fondamentale ma non deve andare a discapito dei principi internazionali. Se dagli Usa arriva il monito che "La Russia deve rispettare la sovranità dei suoi vicini," cosa sta facendo l'Italia per garantire ad uno stato europeo indipendente quale l'Ucraina la piena sovranità? Discute di affari con il suo principale nemico?putin expo2015 milano

Le polemiche contro la visita di Putin in Italia non arrivano solo per l'ingerenza russa in altri stati ma dal padiglione della Russia stesso dove le aziende italiane che lo hanno realizzato in tempo utile si sentono prese in giro e non sono ancora state pagate. "Tutti i solleciti di pagamento si sono rivelati vani: la sola risposta è stato l’invio, per la prima volta a oltre un mese della consegna del padiglione, di una serie di generiche contestazioni inviate a pioggia a tutti i fornitori, con il tentativo evidente di evitare il saldo dei lavori – dice Gianmaria Di Bartolo della Coiver Contract – Il che ha davvero dell’incredibile”.

Durante la visita di Putin a Expo2015 le truppe filorusse nel Donbas ucraino hanno continuato a svolgere azioni militari nei confronti delle postazioni ucraine, utilizzando oltre alle armi di fanteria, artiglieria da 122 e 152 mm e i lanciarazzi multipli.

Purtroppo l'Italia non è nuova ad ospitare personaggi discutibili e probabilmente nessuno si stupirebbe più di tanto se un giorno, non molto lontano, un capo di stato italiano stringesse la mano al leader della Corea del Nord.

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