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Milano centro d'accoglienza: situazione al collasso

rom milano

Si prospetta un’estate milanese molto difficile quella ormai prossima.

Si assiste, nel capoluogo che ospita l’EXPO, al proliferare di baraccopoli di nomadi senza controllo e senza rispetto delle leggi (quelle stesse leggi che obbligano l’assistenza sociale a prelevare un minore italiano dalle situazioni domestiche di disagio e mancanza di norme igieniche).

Si assiste anche al dilagare di episodi di violenza delle bande latine (e non solo) che sanno di poter scorrazzare in città senza scrupoli visto che pochi giorni fa tre ventenni sudamericani hanno quasi mozzato un braccio ad un controllore su un treno e ferito un macchinista.

Farebbero bene tutti i controllori se protestassero all’unisono rifiutandosi di chiedere i biglietti a ogni passeggero (per il legittimo timore di essere feriti visto che non hanno garanzie di sicurezza nel loro lavoro) allora ATM e Trenord sarebbero nei guai: nel giro di poche settimane nessuno più acquisterebbe biglietti e le due aziende fallirebbero. Bisogna trovare presto una soluzione al problema della sicurezza nei luoghi pubblici molto frequentati.

Si assiste inoltre, come se non avessimo già abbastanza problemi, alla trasformazione della Stazione Centrale in un centro di accoglienza dei migranti (500 dei quali portatori di scabbia).

Alla luce di tutte queste casistiche deprimenti e preoccupanti, il presidente della regione Maroni ha proposto di aiutare quei comuni che non accoglierannostazione centrale giornale clandestini e di sistemi di sicurezza sui treni che includano anche, se necessario, la legittima difesa armata.

Insomma, in vista del grande appuntamento delle elezioni del sindaco nel 2016 i milanesi saranno chiamati a decidere, con un voto che ne va del futuro della città e anche della regione ma soprattutto delle generazioni milanesi a venire, che cosa vogliono veramente per Milano, se il lassismo permissivo della classe di Pisapia e company oppure il cambiamento a favore di quei partiti che propugnano i diritti dei veri cittadini italiani, da troppo tempo ignorati, bistrattati e poi ormai persino esclusi e declassati.

È da molto che ormai vanno di moda slogan come “L’Italia agli Italiani”, segnale che la gente si sta davvero stufando di questa situazione. La politica tutta DEVE agire prima che sia troppo tardi, prima che il razzismo senza freno (alimentato dalle diseguaglianze a favore degli stranieri contro gli italiani) dilaghi come è successo pochi giorni fa a Roma e a Caltanissetta dove un gruppo di nazionalisti ha tagliato due dita ad un signore rumeno nella capitale e ignoti hanno preso a sprangate e bastonate tre pakistani.

Stefano Todisco

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