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Salvini e la polemica sulla donazione di sangue

salvini donazione sangueMi sono imbattuto in quest’affermazione fatta dall’Onorevole Salvini, e onestamente non posso evitare di non dire la mia. Ottima la partenza, “non m’interessa chi aiuterò”, quest’atteggiamento denota disponibilità e interesse per il prossimo. E questo gli fa onore, ciò che stona è la frase successiva, ossia: “Da politico invece, è mio dovere aiutare prima gli italiani”. Perché la trovo inidonea? Per due significativi motivi.

Primo motivo: Io ritengo che Salvini, ma qualsiasi persona di questa terra, è Salvini/persona, 24 ore su 24, perché altrimenti mi riporta alla mente lo strano caso del dottor Jekyll e mister Hyde, il quale sappiamo che si sdoppiava di personalità e, di conseguenza, come persona. Ne ho sentiti altri di onorevoli che hanno fatto quest’affermazione, cioè che da politico io… ma è un’affermazione che in una persona coerente e lineare non può esserci. È come chi afferma di essere Cristiano, però da politico faccio scelte che contraddicono il mio esserlo. Che senso ha?

Quest’atteggiamento è deleterio perché permette comportamenti e prese di posizione che cozzano, contro l’essere una persona “tutta di un pezzo”, come si è solito dire. Parte delle difficoltà educative di oggi sono dovute anche a questi atteggiamenti irresponsabili e incoerenti, che portano, a volte, a non rispondere delle proprie azioni, trincerandosi dietro lo status rivestito in quel momento.

Secondo motivo: la seconda affermazione contraddice la prima, perché se davvero “non m’interessa chi aiuterò”, non vado oltre, ci metto il punto, perché se inizio a fare una distinzione, quanto ho affermato prima è reso inutile. Mi permetto quest’esempio: un sordo, italiano, e un cieco straniero, devono attraversare la strada; dovendo scegliere, chi aiuterò?

Chi ha una menomazione più grave, cioè il cieco, o il sordo solo perché italiano?

Quindi a mio parere, da persona in politica, che vuol dire “a servizio degli altri”, è mio dovere aiutare chiunque sia nel bisogno, prediligendo coloro che più sono in sofferenza o bisognosi di aiuto, adempiendo così a pieno l’espressione “ non m’interessa chi aiuterò”.

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