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Sanzioni alla Russia: lettera aperta dell'ambasciatore ucraino a Brunetta

Forza Italia ha deciso di presentare al Parlamento Europeo una Risoluzione per abolire le sanzioni contro la Russia. L'Ambasciatore ucraino in Italia invia la seguente lettera aperta indirizzata a Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei Deputati.

Nella sua lettera, l'ambasciatore Ucraino Yevhen Perelygin, in particolare, ha attirato l'attenzione del capogruppo di Forza Ìtalìa sull'entità delle misure restrittive nei confronti della Russia, sull'importanza del loro perdurare visto che la Russia continua la sua campagna militare destabilizzando la situazione nell'est dell'Ucraina. Di seguito la lettera aperta:

On. Renato Brunetta
Presidente dei deputati di Forza Italia
Camera dei deputati della Repubblica Italiana

Roma, 19 giugno 2015

Chi viola l’ordine internazionale non può rimanere impunito!

 Egregio Onorevole Brunetta,

Il mondo di oggi sta vivendo tempi difficili. Da un lato sono aumentati i rischi per la sicurezza globale, in particolare per l’Europa; dall’altro, i fenomeni di crisi economica continuano a pesare sullo sviluppo dei singoli Stati e delle comunità. Per l’Europa sono apparse due nuove sfide: la minaccia da Sud, come quella dell’ISIS e di altre organizzazioni terroristiche, così come dall’Est arriva la minaccia del regime del Cremlino.

Per contenere l’espansionismo russo e ristabilire l’ordine mondiale, palesemente violato dalla Russia con l’annessione della Crimea e l’occupazione dei territori orientali dell’Ucraina, le potenze democratiche mondiali, in primis il G7 e l’Unione Europea, hanno deciso di utilizzare lo strumento delle SANZIONI. Tali misure restrittive riguardano i visti, il congelamento dei beni di 150 persone fisiche e 37 entità russe, l’esportazione di armamenti e tecnologie militarmente sensibili. Le sanzioni finanziarie sono state applicate a cinque banche statali russe e a sei compagnie statali che hanno contribuito direttamente all’annessione militare della Crimea alla Russia, all’appropriazione indebita dei fondi statali ucraini e alla successiva guerra nel Donbass. Queste sanzioni imposte dall’Ue alla Russia non riguardano l’interscambio commerciale fra Italia e Russia, ma singole persone, istituzioni e aziende ritenute responsabili della crisi ucraina.

Proprio per tale motivo non potevo tralasciare il Suo approccio verso le sanzioni contro la Federazione Russa e le loro conseguenze. Quindi, “il danno grave alle imprese italiane, dal settore agro-alimentare all’hi-tech” di cui Lei parla, non è dovuto alle sanzioni europee ma a quelle che invece ha imposto la Russia; e proprio per questo motivo sarebbe il caso di protestare presso il governo russo.

In riferimento alla natura di queste misure mi permetto di osservare che oggi noi stiamo assistendo alla distruzione del sistema dell’ordine internazionale che si era instaurato dopo la Guerra Fredda in Europa. Se quest’ordine ancora non è distrutto, la sua fine si sta però avvicinando. E il motivo di ciò è l’aggressione russa che l’Ucraina sta subendo da più di un anno.

Il mio Paese è stato vittima di una politica aggressiva solo perché difende i valori europei, dichiarando la sua piena adesione al progetto comune europeo, di cui si sente parte integrante. Nel febbraio 2014 la Russia ha proceduto all’annessione della Crimea, ancora prima della caduta del presidente Janukovich e della sua fuga. Ora la Crimea è divenuta, da una parte, la base militare russa molto potente che minaccia i Paesi della Regione del Mar Nero; dall’altra, una penisola di paura, dove si stanno violando tutti i principali diritti umani. Perciò, sia ai favorevoli, sia ai contrari alle sanzioni bisognerebbe far comprendere che per la Russia “domare” l’Ucraina è un passo verso la ricostruzione dell’ordine mondiale nei propri interessi, ovvero una piazza d’armi per la futura avanzata verso l’Europa.

Non siamo così ingenui da credere che le sanzioni in sé costringeranno la Russia ad abbandonare la propria politica nei confronti dell’Ucraina. Tuttavia, le sanzioni sono un elemento importante per fare pressione sul regime di Mosca affinché rispetti gli Accordi di Minsk e, in particolare: il ritiro di tutti gli armamenti pesanti e dei soldati russi dal territorio dell’Ucraina; il rinnovo del controllo ucraino sulla parte del confine comune (circa 350 km) con la partecipazione di osservatori internazionali; lo svolgimento delle elezioni locali sulla base della legislazione ucraina, in accordo con gli standard e le norme OSCE.

Cosa osserviamo invece oggi? L’Ucraina ha adempiuto gli obblighi per mantenere il cessate il fuoco, mentre la Russia non smette di destabilizzare la situazione in quella regione con una quantità enorme di armamenti, causando la morte di oltre cento militari ucraini dopo la firma dell’Accordo. Vorrei ancora farLe notare il fatto accaduto lo scorso 10 giugno: proprio mentre Vladimir Putin veniva accolto in Italia, la città ucraina di Horlivka, nel Donbass, veniva sottoposta ad un massiccio attacco dell’artiglieria pesante dalle forze russo-separatiste, mietendo altre vittime e numerosi feriti tra i civili!

Lei crede che l’alleggerimento delle sanzioni potrebbe indurre le autorità russe a ritirarsi portando via i loro soldati e smettendo di uccidere i nostri militari e civili? Domanda retorica.

Tutto il mondo politico europeo è consapevole dell’aggressione russa. Il Partito Popolare Europeo, di cui fa parte anche Forza Italia, ha condannato l’aggressione della Russia contro l’Ucraina. Il Congresso del PPE che si è svolto a Riga il 21 maggio 2015, alla vigilia del Vertice del partenariato europeo, ha adottato la dichiarazione conclusiva in cui si legge: “[Il Partito] condanna l’aggressione russa contro l’Ucraina, in particolare l’annessione della Crimea e della città di Sebastopoli, e l’occupazione di alcune aree delle regioni di Donetsk e Luhansk”. Il PPE, tra l’altro, ha chiesto la piena attuazione degli accordi di Minsk come presupposto per qualsiasi miglioramento delle relazioni (dell’Europa) con la Russia, il rilascio delle persone detenute, tra cui Nadiya Savchenko [da un anno illegalmente imprigionata dal regime dittatoriale della Federazione Russa], il ripristino del pieno controllo dell’Ucraina sul confine di Stato, ed il ritiro di tutte le armi e i gruppi armati stranieri dal territorio ucraino.

Per tali motivi, desta stupore che il partito di Forza Italia, che fa parte del PPE, abbia in questo momento inteso avviare un’iniziativa del genere.

Confidiamo che le considerazioni di cui sopra non rimangano senza un’attenzione da parte Sua, e auspichiamo altresì che il Suo partito possa fare le valutazioni obiettive e imparziali sull’aggressione russa contro il nostro Paese, una realtà drammatica, non immaginabile nel XXI secolo. Dal canto suo, l’Ucraina cerca di compiere ogni sforzo per un ancor miglior sviluppo del partenariato ucraino-italiano per il bene dei nostri popoli, per la pace e la sicurezza in tutta l’Europa.

Visto l’interesse Suo e dei membri di Forza Italia sulla questione dell’aggressione russa in Ucraina, e data la reazione del mondo democratico a tale grave violazione delle norme internazionali e delle regole della coesistenza pacifica, vorrei rassicurarLa sulla mia disponibilità a incontrarLa nei tempi a Lei più comodi, per poter parlare delle minacce e delle sfide che in questi tempi vengono poste dinnanzi alla nostra casa comune europea.

L’occasione mi è particolarmente gradita per inviarLe i miei più cordiali saluti.

 Ambasciatore
 Yevhen Perelygin

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