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Souvenir d’Arte dall’Italia per Alessi

Alberto Alessi propone una nuova visione del souvenir per i turisti attraverso una produzione di oggetti che coinvolge un designer ed un artista italiani: Antonio Aricò e Massimo Giacon.

Il progetto Souvenir d’Italieè sviluppato grazie alla collaborazione di Laura Polinoro Workshop.

souvenir calabresella

Il 2015 dovrebbe essere un anno fortunato per il turismo italiano. Ci aspettiamo che le persone orbitanti intorno ad Expo sentano anche il desiderio di visitare tutto il paese, le nostre città d’arte e la nostra differenziazione culturale, anche nel cibo sicuramente. Più spesso di quanto ci possiamo immaginare i turisti comprano souvenir da riportare a casa: essi costituiscono ancora un notevole giro d’affari.

Il problema è che si esporta il kitsch. Non c’è fantasia nella loro realizzazione, e spesso sono solo miniature dei monumenti, inoltre non siamo noi a produrle, vengono realizzate nei paesi dove il basso costo della manodopera giustifica la loro fattura sommaria e i materiali scadenti. Non abbiamo coinvolto la nostra eccellenza artigiana per questo tipo di oggetti che non consideriamo di classe. Nei book shop dei musei i gadgets sono venduti molto bene ma i souvenir veri e propri, anche per chi non ama solo l’Italia dei musei, sono solo quelli di pessima qualità. Diciamo che non siamo stati ancora in grado di rendere davvero “pop” il ricordo del nostro paese, qualcosa che ben rappresenti le nostre differenti culture, del cibo dei costumi e delle tradizioni regionali attraverso le idee degli artisti e gli artigiani italiani.

Per colmare questa lacuna, e dare al mercato secolare dei souvenir una direzione diversa, nel periodo di Expo Alberto Alessi ha avuto l’idea di creare delle piccole statuine di porcellana decorate a mano. Esse rappresentano una “visione” di una città o una regione italiane, abbinata ad un prodotto tipico della cucina di quel luogo.

La Calabria, la Sicilia e Venezia sono state scelte dal designer Antonio Aricò. La prima si ispira alla bagnarota calabrese, la tradizionale raffigurazione della donna intenta a trasportare cibo con un cesto in testa. Sul capo in questo caso “Calabresella” porta un peperoncino enorme, ingrediente fondamentale della cucina della regione.

souvenir pulcinella giacon

La statuina siciliana è denominata invece “Rosalia la più bella che ci sia”, sempre una figura femminile che regge un cesto con agrumi, uva e fichi d’india.Venezia è una esuberante damina settecentesca del Carnevale decorata con colori più freddi, dal marmo e dal mare della città. Porta con ironia tra i capelli, come degli occhiali da sole sollevati, un pesce, il grande protagonista della gastronomia veneta. Anche questa donna ha in testa qualcosa, come un’idea, e qui c’è qualcosa che solo a Venezia esiste, la gondola.

Le statuine di Massimo Giacon sono due, logicamente più in linea con il suo stile quindi altrettanto pop ma forse più fumettistiche, di certo divertenti: l’Emilia Romagna e Napoli. Lella Mortadella simboleggia l’Emilia Romagna con una sorridente salumiera maggiorata, di felliniana memoria, e pare ripresa nell’atto accogliente di un invito a pranzo, in vivaci colori e con un grembiule sul quale sono altrettanto invitanti tre tortellini.

Napoli rielabora il mito di Pulcinella. Una candida statuina che non bada a tanti fronzoli e si siede direttamente a tavola, per gustare una pizza dop. Per Ciro il Pulcinella tutto è bianco tranne le tavole del tavolo che danno l’idea dell’importanza di fermarsi per i pasti, (abitudine tipicamente italiana niente cibo on the go), il colore della pizza in risalto come la lingua golosa, e la mascherina identificativa del personaggio.

Michela Ongaretti

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