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Il costume della prima di Turandot in mostra a Palazzo Reale di Milano

Palazzo Reale di Milano si apre a una nuova piccola esposizione, se nella Sala delle Cariatidi attualmente è ospitata la mostra Il Principe dei sogni. Giuseppe negli arazzi medicei di Pontormo e Bronzino, realizzata in occasione di Expo Milano 2015, e che espone i venti arazzi cinquecenteschi commissionati da Cosimo I de’ Medici che raccontano la storia di Giuseppe narrata nella Genesi (37-50), fino al prossimo 19 luglio la Sala III degli Arazzi situata al primo piano ospita un allestimento del celebre costume disegnato da Umberto Brunelleschi e indossato da Maria Jeritza per il II atto della prima americana andato in scena il 16 novembre 1926, dell’opera di Giacomo Puccini.

costume turandot mostra palazzo reale milanoL’iniziativa espositiva rientra nel programma di iniziative di ExpoinCittà, il palinsesto di iniziative che accompagna la vita culturale della città per tutto il semestre dell’Esposizione Universale. "Una testimonianza di alto valore storico e artistico che ricorda come le diverse espressioni dell'arte dialoghino continuamente rafforzando il loro potenziale di bellezza e conoscenza, e innalzando il coefficiente di
attrattività non solo di Palazzo Reale, già meta di migliaia di visitatori al giorno, ma della città intera", ha dichiarato il nostro assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

Intorno alla Turandot e al costume si intrecciano diverse esperienze, ovvero quella di Umberto Brunelleschi, di Maria Jeritza e gli ultimi anni della vita di Giacomo Puccini. Dovete sapere che fu proprio Giacomo Puccini a volere Umberto Brunelleschi come disegnatore dell’abito e scenografo di Turandot. L’artista toscano, fu uno tra i disegnatori, illustratori, scenografi e pittori più celebri nella Parigi della Belle Époque. Amico di Picasso, Modigliani, Von Dongen, Soutine e Derain, lavorò per il Théatre de Paris e le Folies Bergère, ed espose ininterrottamente alle Biennali di Venezia dal 1914 al 1938.

Quest’esposizione, inoltre, rappresenta in qualche modo un omaggio alla profonda relazione tra il grande compositore e la città di Milano; Puccini vi si trasferì a soli 22 anni per perfezionare i suoi studi musicali e per specializzarsi sotto la guida di Amilcare Ponchielli e Antonio Bazzini nella composizione operistica. Fu proprio nella città di Milano, capitale mondiale della lirica, che Puccini incontrò Giulio Ricordi, in seguito divenuto editore, mentore e padre del compositore.

Torniamo a costume, si tratta di un vero e proprio pezzo unico divenuto nel tempo l’immagine mondiale
dell’opera Turandot, e rappresenta in sintesi l’incontro tra i grandi protagonisti della lirica mondiale dei primi decenni del ‘900. Una sintesi, anche dell’eccellenza della creatività italiana e un pezzo di storia poiché il suo figurino, per bellezza e qualità si è andato trasformando nel tempo e nell’immagine mondiale dell’ultima opera di Puccini.

Un costume composto da un abito lungo in tessuto operato laminato color oro, decorato con applicazioni a ricamo in fili di seta policroma, paillettes e vetri colorati; a tutto ciò è abbinato un imponente mantello in velluto di seta nera ricamato anche questo con paillettes e vetri colorati caratterizzato da ampie maniche, foderato in raso rosso con mantellina rigida, e da un copricapo in metallo traforatocon vetri colorati.

L’ingresso alla Sala è libero e gratuito e l’esposizione è promossa e prodotta dal Comune di Milano Cultura, Palazzo Reale e dalla Fondazione Giacomo Puccini.

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