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Milano: digitalizzato l’archivio di Carlo Maria Martini

archivio martini 1Alle 11 di sabato 27 giugno, presso la Sala Ricci al numero 4 di piazza San Fedele, la Fondazione Carlo Maria Martini e la Fondazione Unipolis presenteranno il progetto “Archivio Carlo Maria Martini. Ascoltare la storia”.

Alla tavola rotonda parteciperanno il cardinale Angelo Scola, il sindaco Giuliano Pisapia e Pierluigi Stefanini presidente di Unipolis, che spiegheranno il progetto, con la coordinazione del direttore di Avvenire Marco Tarquinio, che darà il via a un progetto pluriennale con lo scopo di promuovere la memoria e l’attualità della figura e del pensiero del gesuita e arcivescovo ambrosiano.
Tramite una sistematica ricerca delle fonti e con l’utilizzo delle tecnologie informatiche ci sarà un archivio digitale, dove saranno resi disponibili on line molti documenti attualmente conservati in luoghi diversi, come testi, video, audio e immagini, con anche testimonianze appositamente raccolte tra personalità della cultura e della Chiesa, amici e collaboratori del biblista.

Il compito di gestire l’archivio è stato affidato da papa Francesco il 31 agosto 2013 a padre Carlo Casalone, gesuita e presidente della Fondazione Martini, con lo scopo di dare un’eredità non solo cartacea, ma anche spirituale come ha detto lo stesso papa con “La memoria dei padri è un atto di giustizia. E Martini è stato un padre per tutta la Chiesa”.

archivio martini 2La sede dell’archivio sarà presso il Centro San Fedele, nel cuore della città, anche se tutti i documenti saranno resi disponibili in versione digitale o tramite una mappa che consenta di rintracciarli.

Inoltre la casa editrice Bompiani pubblicherà l’Opera Omnia, con tutti gli scritti e discorsi del cardinale Martini.

Chiave di lettura dell’archivio sarà vedere l’attività di Martini non solo con la sua opera, ma anche tramite il suo modo di operare.

Un esempio è la Lectio magistralis tenuta dal cardinale all’Università Cattolica di Milano l’11 aprile 2002, quando gli venne conferita la laurea honoris causa in Scienze della formazione, grazie al suo studio del valore formativo della Bibbia, da sempre punto focale del progetto pastorale del suo episcopato.

Punto cruciale del discorso è che la dinamica interiore viene colta in tutta la sua portata quando la persona è presente a se stessa come conoscente, volente e amante e quindi il primato della coscienza nel suo senso più compiuto e profondo si attua quindi quando il soggetto diviene consapevole e si auto-appropria dei percorsi lungo i quali si muove e mediante i quali giunge a conoscere, volere e amare. 
E alla fine Martini dice che “Questo metodo di lavoro non era dipeso dalla specifica materia di studio, ma dalla mia forma mentis”. 

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