• Home
  • MOSTRE
  • Una mostra straordinaria nei depositi del Mudec

Una mostra straordinaria nei depositi del Mudec

L'iniziativa è partita il 14 maggio e ha già riscosso una grandissima adesione di pubblico. Ogni giovedì sono aperte gratis le porte dei depositi del neonato Museo delle Culture, previa prenotazione, per tutta la durata di Expoincittà.

Si configura come una vera e propria mostra la sistemazione provvisoria dell'immensa raccolta di reperti e opere d'arte. I più antichi provengono dalle Raccolte Etnografiche di altri enti pubblici cittadini come il Museo di Storia Naturale, il Museo Patrio Archeologico di Brera. Quando si è costituito il Museo delle Culture la collezione si è accresciuta di pezzi più recenti grazie a donazioni e acquisti privati. Gli oggetti coprono un arco cronologico  dal 1200 a.C. al Novecento e sono originari dell' Africa Occidentale e Centrale, Medio ed Estremo Oriente, America Meridionale e Centrale, Sud-est asiatico e Oceania.

Sono previsti due turni di visita, ciascuno per un massimo di 20 persone, dalle 18,30 alle 20,00. A gestire il percorso di scoperta guidata sarà Mimondo. Se siete impegnati il giovedì potete sempre chiamare il numero 02 54917, attivo dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 17, e prenotarvi per una visita al costo di otto euro.

mudec barda cavallo giappone1Vediamo nel dettaglio cosa potremo vedere in questa esposizione straordinaria per la sua completezza, che non sarà più in essere con la risistemazione all'interno del museo. Per comodità faremo una distinzione di tipo geografico, che corrisponde all'ordine progressivo di visita

L'Africa, punto di partenza della visita, presenta due nuclei principali. Il primo si compone dei reperti raccolti sul campo dai viaggiatori ottocenteschi Vigoni e Bertarelli, parte delle raccolte etnografiche costituite nel periodo di espansione coloniale italiana in Africa orientale, in seguito fondi museali del Castello Sforzesco e sopravvissuti ai bombardamenti del 1943. Sono poche opere contenute nell'armadio che ci dà il benvenuto all'inizio dell'area africana.

Nel secondo nucleo vedremo sculture e maschere, dall’Africa subsahariana, parte di quella moda collezionistica della metà del XX secolo influenzata dalle Avanguardie. Sono opere cedute in comodato d'uso al Comune dagli eredi di Ezio Bassani, Alessandro Passaré e Franco Monti. Inoltre sono esposti molti oggetti d’uso, porte e le serrature in legno scolpito dal Mali) e alcune statuette in terracotta databili tra il IX e il XVI secolo.

Successivamente sono presentati un centinaio di pezzi cinesi in terracotta e porcellanadal periodo Tang (618-906 d.C.) al periodo Ming(1368-1644), fino al Settecento e alla cosiddetta produzione tipo chine de commande: interi servizi made in china commissionati per l'occidente, tra cui alcune sculture sculture funerarie.

Notiamo il Buddha di "lunga vita" Amitāyus della metà del ‘700 in grès invetriato proveniente dai parchi imperiali dell'imperatore Qianlong vicino a Pechino.

mudec buddha asia 1Per il Giappone si espongono più di 1500 manufatti in porcellana, lacche, avorio, tessuti, bronzi e corredi di armi dal periodo Momoyama (1573-1615) al periodo Meiji (1868-1912). In una specie di piazza troviamo la barda da cavallo in legno laccato con una maschera di Periodo Edo (1603-1868); invece alle pareti troviamo mobili lignei "all'occidentale", e paraventi il legno laccato di epoca Meiji(1868-1912), con lavorazione maki-e ("pittura cosparsa") e inserti in avorio.

Molte opere provengono anche dall'America indigena, precolombiana e amerindiana dalla fase Chavin (1500 a.C.) a quella Inca (1532 d.C.). Sono manufatti di vario tipo e materiale, piume semi legno e metalli preziosi, poi terrecotte e tessuti, dall'Archeologia mesoamericana e andina delle donazioni Balzarotti e Torricelli ai pezzi moderni dall'Amazzonia, di quella di Aldo Lo Curto.

Segnaliamo i caratteristici veli per il capo femminile tessuti in garza di cotone e risalenti alla Cultura Chancay (900 d.C.).

Se si passa all'area islamica ci sono tessuti, ceramiche e manufatti in metallo persiani e ottomani. Si distingue la grande collezione di tappeti, tra il XVI e il XIX secolo, tra cui spiccano tessuti dalla città di Bursa, il cui disegno consiste in una fioritura di garofani stilizzati, motivo decorativo tipico della manifattura imperiale del secolo XVII. Erano usati per i cuscini d'accoglienza degli ospiti di Stato.

mudec pavoni islam particDal Sud-est Asiatico sono arrivati reperti molto vari per tipologia, materiali e datazione, in costante crescita per le donazioni missionarie e private come il lascito ottocentesco del Pime-(Pontificio Istituto delle Missioni Estere), e dei milanesi Alessandro Passaré e Aldo Lo Curto e i recenti comodati d’uso come la collezione di arte Asmat di Mariangela Fardella e Giorgio Azzoni. Vedremo ad esempio armi, tessuti, abiti e oggetti decorativi delle Isole Salomone.

Alla fine del percorso troviamo la sezione dedicata agli strumenti musicali etnografici provenienti da lle quattro aree geografiche e con questo criterio suddivisi. Citiamo i liuti del Nord Africa, i tamburi brasiliani e africani e l'ipnotica campana giapponese, ad uso cerimoniale.

Michela Ongaretti

Mudec - Museo delle Culture

via Tortona 56, Milano

Pin It

Questo sito utilizza cookie proprietari e di terze parti per migliorare i propri servizi. Continuando accetti tale utilizzo.