Un mozzicone di sigaretta è per sempre!

mozziconiCosì diceva Madre Teresa di Calcutta:

“Quello che facciamo è solo una goccia nell’Oceano, ma se non lo facessimo sarebbe una goccia in meno”.

In chiave contemporanea potremmo riscrivere:

“quello che gettiamo è solo un rifiuto nell’Oceano, ma se non lo gettassimo sarebbe un rifiuto in meno”.

Nella nostra città perdura un paradosso: nonostante Milano sia virtuosa dal punto di vista della raccolta differenziata, la stessa detiene il primato italiano di mozziconi gettati a terra. I fumatori abituali si aggirano tra le 250 e 300 mila persone. Ogni giorno consumano mediamente 12 sigarette a persona. Ogni 24 ore vengono prodotti 3milioni e 600 mila mozziconi, di cui due terzi finiscono per terra e in seguito nelle fogne, nei fiumi e nel mare.

Un cocktail o una festa con gli amici, un momento privato prima di andar a dormire, un momento di relax dopo un po’ di divertimento con il partner. Queste e molte altre sono le occasioni in cui decidiamo di prendere un accendino è bruciare l’estremità di una foglietto di carta arrotolato intorno a tabacco e altri componenti di cui spesso ignoriamo l’esistenza. Una volta finita la sigaretta si ritorna alla vita vera e quel che rimane di quel piccolo sfizio diventa l’oggetto di un rito ormai consolidato che ognuno rielabora a suo modo: l’abbandono. C’è chi lo schiaccia con i piedi come si fa con i testicoli del toro della Galleria Vittorio Emanuele. Chi vuole renderlo libero come il pesciolino Nemo e lo butta nel water. Chi, nostalgico delle giostre in cui andava da bambino, lo lancia cercando di fare centro tra le grate di un tombino.  Le modalità sono innumerevoli e sempre pronte a nuove fantasiose varianti.

A prescindere da come si getti il mozzicone, il risultato è però quasi sempre lo stesso: finisce per terra o in acqua.

Che problema c’è? Beh, uno o due probabilmente si riescono a trovare.

Per esempio, pochi sanno che una norma contenuta nella Legge di Stabilità del gennaio di quest’anno prevede, proprio a partire da luglio 2015, multe tra i 30 a 150 euro a chi viene colto nell’atto di buttare gomme da masticare o mozziconi di sigaretta per strada. Ogni comune ha poi le sue regole e Milano in questo senso è ancora più severa, arrivando a far sborsare al “vandalo” di turno anche 450 euro. Possono sembrare contromisure esagerate – oltre che raramente applicate – ma non dobbiamo dimenticarci che i mozziconi sono al primo posto nella lista dei rifiuti più raccolti dai servizi di pulizia delle strade. Per loro natura sono anche particolarmente difficili da rimuovere, in quanto le ridotte dimensioni fanno sì che si incastrino in fessure, intercapedini, cespugli e quant’altro.

Inoltre, nonostante le questioni che riguardano le nostre tasche siano ragionevolmente sempre le prime a interessarci, forse dovremmo prestare attenzione anche a un altro aspetto: l’impatto del nostro gesto. Banale? Può essere, ma ciò non toglie che i filtri di acetato di cellulosa necessitino in media un anno per cominciare a degradarsi, impiegando anche cinque anni per terminare il processo. Ugualmente banale sembra ricordare che, attraverso questa pratica, numerose sostanze tossiche più o meno note vengono disperse nell’ambiente: nicotina, polonio 210, composti organici volatili, gas tossici, catrame e condensato. Anche in questo caso i dati potrebbero non impressionarci particolarmente, ma ci si può fare un’idea migliore della proporzione del problema se consideriamo che il 40% dei rifiuti ripescati dal Mediterraneo sono proprio mozziconi di sigaretta.

Quindi cosa dovrebbe fare Mr. Buon Fumatore? Come si sa, le vecchie abitudini sono dure a morire e oggi può sembrare impensabile che la gente per strada, laddove non ci sia un cestino entro il suo raggio d’azione, si imponga di usare raccoglitori portatili per poi svuotarli nei bidoni dell’indifferenziata.

Eppure non è da sciocchi essere fiduciosi. Abbiamo esempi tutt’attorno a noi. Progetti e iniziative di raccolta specifica per i mozziconi già esistono e in vari paesi sono in uso sistemi per produrci energia o assimilarli alla plastica.

Possiamo serbare ancora più fiducia se parliamo della nostra Milano. Fino a non molti decenni fa infatti, anche la raccolta differenziata sembrava un’idea fantascientifica mentre oggi è una realtà a cui ci stiamo abituando. Nel maggio 2014 la nostra città ha toccato la soglia del 50% di raccolta differenziata (mentre nel 2012 era al 36,7%) risultando, da questo punto di vista, tra le migliori nel panorama delle grandi metropoli a livello internazionale.

Come è già stato detto le vecchie abitudini possono essere difficili a morire, ma in fondo non sono impossibili da cambiare.

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