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La scultura medievale dei Pisano in mostra a Milano

pisano madonnaTra un mese e mezzo, Palazzo Reale ospiterà la grande mostra dedicata a Giotto, ma, nei pressi dell'ormai storica sede museale, ora, è in corso una mostra sugli omologhi scultorei del grande pittore toscano: Nicola e Giovanni Pisano.

La cappella palatina di San Gottardo in Corte, infatti, ospita, dal 17 giugno al 31 ottobre, una serie di sculture di Nicola e Giovanni Pisano, i massimi scultori italiani del Medioevo. La mostra è l'occasione per poter tornare a visitare la chiesa di Via Pecorari, riaperta per l'occasione e per Expo 2015, dopo un lungo restauro e la concessione alla Veneranda Fabbrica del Duomo.

Nicola (1215/20-1278/84) e Giovanni (1248 ca.-1315 ca.), padre e figlio, furono tra gli inventori di un linguaggio figurativo "italiano", sia in scultura che in architettura, che seppe far uscire l'Arte dalle "tenebre" del Medioevo ritornando alla classicità delle forme ellenistiche e romane. Nicola, sicuramente, non era pisano, dato che i documenti dell'epoca lo consideravano "de Apulia", ovvero meridionale (Apulia, nel Medioevo, era il nome del nostro Sud). Conobbe la corte di Federico II e lo stesso imperatore, che, con le sue caratteristiche cosmopolite e le sue passioni per l'arte classica e orientale, lo influenzarono sicuramente nella passione per la statuaria greco-romana. Stabilitosi, forse per volontà dello stesso Federico, a Pisa, qui si insediò e trovò un ambiente aperto anche alla sua passione per l'antico, tanto da aprire una bottega.

Nicola realizzò il Duomo di Siena, dove lavorò sia come architetto che come scultore per un altro pergamo, una scultura per il Duomo di Lucca e la Fontana Maggiore di Perugia, dove fu al fianco del figlio Giovanni, come per il pergamo e le sculture (esposte in mostra) del Battistero di Pisa. Giovanni approfondì le ricerche paterne su modelli francesi e tedeschi, ispirandosi ai sarcofagi di età imperiale, con risultati sorprendenti per l'epoca. Dopo la morte di Nicola, Giovanni terminò l'esterno del Duomo di Siena e realizzò la decorazione esterna del battistero di Pisa, i pergami di Sant'Andrea a Pistoia e del Duomo senese e il monumento a Margherita di Lussemburgo per la chiesa di S. Francesco di Castelletto a Genova. 

pisano san marcoIn mostra, presso il monumento funerario di Azzone Visconti, la Crocifissione di Geatano Previati e le tele neoclassiche di Traballesi e Knoller, si possono osservare nove figure in marmo di San Giuliano, a busto, provenienti dal Museo dell'Opera del Duomo di Pisa, raffiguranti la Madonna con il Bambino e Santi. Le sculture provengono da un gruppo originariamente collocato nel Battistero pisano. Con Nicola, l'antico rivive e si fa concretezza, anche se è con Giovanni che le sculture diventano qualcosa di vivo, vitale e dinamico, come provano i panneggi mossi e ondulati.

Il tono è monumentale, come prevede il modello classico, e la volumetria è quella tipica delle statue romane, dagli occhi scavati con lo sguardo fisso ma penetrante. La Madonna ha i lineamenti marcati, netti e ben solcati, mentre i Santi, come gli splendidi Marco e Giovanni Battista, non sembrano nemmeno uomini delle Sacre Scritture, ma filosofi socratici in fase di meditazione.

Grazie alla curatela di un grande come Vittorio Sgarbi e alla regia di Alberto Bettalini, le sculture prendono vita in una navata che diventa quasi teatro di una sacra rappresentazione, in cui ognuno ha il suo ruolo, dominato dalla monumentale Madonna col Bambino. Ogni scultura è attrice e, nello stesso tempo, pezzo virtuoso di bravura dell'artefice, che dialoga con la struttura neoclassica del Piermarini, stabilendo relazioni con tutti gli elementi architettonici interni: il risultato è fortemente emotivo e ricco di pathos, proprio come conviene a una piéce teatrale. 

La mostra è stata pensata anche insieme a Gualtiero Vanelli, imprenditore e artista carrarese, presidente di Robot City, azienda leader nella lavorazione del marmo, il quale ha creato una copia perfetta in marmo, naturalmente apuano doc, della Madonna col Bambino, situata davanti all'ingresso della chiesa, su via Pecorari, in modo da invogliare lo spettatore a entrare e vedere la mostra.

Stefano

Nicola e Giovanni Pisano.  Le origini della scultura moderna.
Chiesa di San Gottardo in Corte, Via Pecorari, 2, Milano
Orari: lunedì 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30; giovedì e sabato 9.30-22.30
Biglietti: entrata solo con biglietto per Duomo e Museo del Duomo da 2,00 euro e con Duomo Pass da 11,00 e 15,00 euro

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