Morto Elio Fiorucci

angeliÈ stato trovato morto stamattina nella sua casa di Viale Vittorio Veneto a Milano lo stilista Elio Fiorucci. “Godeva di buona salute” sostengono i familiari, che, alla mancata risposta di diverse telefonate hanno allertato i soccorritori che non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dovuto molto probabilmente ad un malore.

Lo stilista aveva da poco compiuto 80 anni, lo scorso 10 giugno.

Fiorucci aveva cominciato ad avvicinarsi giovanissimo al mondo della moda, insieme al padre, un commerciante di pantofole. Fu proprio agli inizi che cominciò ad emergere il suo estro creativo ma anche la sua sensibilità nel “reinventare” oggetti, come, per esempio, l’intuizione di creare delle calosce di materiale plastico colorato. Da lì in poi il suo percorso è caratterizzato da un’ascesa vera e propria. Dal primo negozio in galleria passerella del 1967, in cui ebbe il merito di importare lo stile londinese tipico di vie come Carnaby Street, unai moda in totale antitesi con la raffinatezza aristocratica parigina, ma non per questo meno elegante. Dal 1970 comincia a produrre vestiti e jeans adatti al tempo libero, avviando in Italia un vero e proprio processo di “democratizzazione” della moda, estendendo la propria clientela ad un pubblico prima impensabile.

La formula vincente del suo primo negozio, dove l’intuizione di vendere non solo vestiti, ma anche gadget e oggetti curiosi, tutti rigorosamente all’insegna del colore, venne replicata sempre a Milano e successivamente nel ‘75 a Londra e nel ‘76 a New York, dando il via ad un successo internazionale del marchio Fiorucci e soprattutto del suo logo: i due angioletti vittoriani, simbolo che ha conquistato un intera generazione di giovani in tutto il mondo.

Dopo un espansione commerciale durata quasi trent’anni, nel 1990 Elio Fiorucci cedette l’azienda alla società nipponica Edwin International.

In occasione di Expo 2015 era stato nominato Ambassador insieme a Giorgio Armani e Paul Smith e proprio parlando dello slogan dell’esposizione “Nutrire il Pianeta” aveva dichiarato: “Con l’Expo dobbiamo guardare oltre la cucina, dobbiamo parlare del Pianeta, della sostenibilità. Expo Milano 2015 può essere una grande opportunità per far diventare Milano capitale del pensiero, di tutto ciò che è bello e si proietta nel futuro. Questa Expo è un regalo che non ha mai avuto nessuna Expo: parlare al Pianeta!

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