Canile lager a Milano

Non c’è pace per i nostri amici a 4 zampe. Ogni anno la tragedia degli abbandoni colpisce migliaia di animali, spesso considerati poco più che meri oggetti di cui potersi disfare alla prima occasione. Ma tra le mostruosità perpetrate a danno degli animali emergono sempre più spesso delle situazioni drammatiche, indegne di un paese che dovrebbe considerarsi civile come dovrebbe essere l’Italia. Prima tra tutte: i canili lager.

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L’ultimo è stato scoperto questa mattina alle porte di Milano, a Gessate. Strutture abusive e fatiscenti rinchiudevano circa 65 cani, sia adulti che cuccioli, nel buio più totale senza cibo e senza acqua. Purtroppo molti cuccioli sono stati ritrovati senza vita.

La scoperta del lager è stata resa possibile da un’operazione sinergica condotta sia dai Carabinieri sia dall’intervento dell’associazione animalista Eital (Ente Italiano per la Tutela degli Animali e del Lupo). Questo ha permesso l’immediata chiusura del canile e il portare in salvo in una struttura adeguata tutti gli animali.

Il proprietario del lager, un cacciatore sportivo pluripremiato, è stato denunciato per maltrattamento di animali, esercizio abusivo della professione ed abuso edilizio.

A rendere pubblica la notizia è stato il parlamentare portavoce del Movimento 5 Stelle Paolo Bernini, da tempo impegnato in prima persona a contrastare i maltrattamenti e gli abusi a danno degli animali.

Se da una parte questa situazione si è risolta velocemente grazie all’intervento delle forze dell’ordine, ci sono moltissimi casi in cui la noncuranza o la semplice volontà di ignorare il problema permettono a dei criminali di perpetrare ai danni di animali indifesi, causando spesso ferite che non possono essere guarite da un veterinario. Cicatrici profonde, che incidono sul comportamento dell’animale rendendolo di conseguenza difficilmente adottabile. Va ricordato, ed è importante sottolinearlo, che tutto ciò non avviene solo all’interno di situazioni come quella descritta, ma anche da chi li sfrutta per accattonaggio. La cecità della legislazione italiana, spesso inefficiente nello sbrogliare le situazioni più semplici, non riconosce a livello nazionale il reato. Questo non significa però restare indifferenti: se siete testimoni di qualsiasi reato ai danni degli animali, rivolgetevi ai vigili urbani e chiedete di intervenire; in caso ciò non avvenga (spesso succede), inviate una segnalazione all’Oipa corredata di fotografia o all’Eital. Solo impegnandoci tutti possiamo sconfiggere questa piaga.

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