Continuano le vittime della droga

È di qualche giorno fa la notizia di un’altra giovane vita, diciassette anni appena, stroncata da una droga sintetica, e di un amico ricoverato in ospedale con gravi problemi al fegato. La loro ingenua stoltezza è di aver acquistato, in una discoteca di Riccione, al prezzo di venti euro, pochi grammi di Mdma.

Oggi le micidiali droghe sintetiche, molto più invasive e pericolose delle “vecchie droghe”, e dai nomi a volte accattivanti, come ad esempio Bizzarro, Scooby, K2 e altre, sono dai giovani acquistate e provate con troppa faciloneria e non curanza, vogliosi di perseguire “lo sballo”, perché, senza, è quasi impossibile divertirsi.

Sballo aiutato da certa musica che produce, sulla psiche e nell’organismo, effetti esaltanti e turbativi. Spesso leggo o sento di chi rimprovera una mancanza d’informazione tra i giovani, forse molti anni fa poteva essere, ma oggi i giovani sono informati, e i mezzi per farlo li conoscono molto bene, il fatto è che sottovalutano il problema, credendosi in grado di sapersi controllare in ogni momento. Ovviamente con questo non voglio dire che l’informazione non ci deve essere anzi, è giusto e doveroso fare, a cominciare dalla scuola primaria, informazione e prevenzione, ma i motivi sono molto più profondi e insiti in ogni persona.

La domanda sorge quasi inevitabile, ossia: perché se sai che la droga ti causa deficienze organiche e psichiche e ti può portare alla morte, ti droghi ugualmente? Per quasi quindici anni ho parlato di queste cose con i tossicodipendenti, e mi sono reso conto anche di quanta responsabilità abbia una società allo sbando di Valori, dove i veri punti di riferimento su cui il giovane può fare affidamento sono sempre meno presenti, perché sono esaltate quelle realtà effimere e illusorie, permissive all’eccesso, che portano, inevitabilmente, allo sbandamento. Questo non toglie, ovviamente, la responsabilità del singolo.

E lo Stato che fa? Da un articolo di oggi apparso su un quotidiano nazionale, apprendo che il Dipartimento per le politiche antidroga, il Dpa, sta per essere avviato a una sua chiusura, così come sono diminuiti i controlli e il monitoraggio della rete, che aveva segnalato ai Nas più di 500 siti in cui si vendeva droga e opportunamente oscurati. Lo Stato vuole veramente combattere il fenomeno droga, o preferisce evitare un impegno forte, lasciando che i nostri giovani si uccidano?

Il problema è drammatico, molti dei nostri giovani si lasciano trascinare nel vortice senza ritorno da spregiudicati affaristi che, incuranti delle cause, li conducono alla schiavitù e alla morte.

Droga e Alcol: divertirsi da morire

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