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Expo: il padiglione “invisibile”, solo un sorriso

expo india 1Non si sa perchè nel cuore dell’area fiera di Rho, dove fino al 31 ottobre c’è Expo 2015, l’India, il secondo Paese al mondo per popolazione, non un suo padiglione.

Eppure, in qualche maniera, l’India è a Expo, con un pizzico di discrezione, come se fosse sotto mentite spoglie.

Secondo le ultime notizie, il governo indiano per Expo aveva affittato uno spazio di ben tremila metri quadrati, ma prima dei lavori ha tentennato fino all’ultimo momento, quando poi ha detto di no.

Il motivo probabilmente sono stati i timori di ripercussioni negative legate al caso dei due Marò, che negli ultimi anni ha visto l’ambasciata di Nuova Delhi a Roma vittima di centinaia di lettere e di mail offensive, oltre ad un proiettile in una busta, mentre il presidente di Fratelli d’Italia Ignazio La Russa ha detto che fino a quando la questione marò non si risolverà, l’India era non gradita in Italia.

Di fronte a tutto questo il commissario unico di Expo 2015, Giuseppe Sala ha cercato di mantenere il sangue freddo e la lucidità, poi ha detto “Il tema è di carattere politico e lo lascio alla Farnesina” che ha preferito la cautela e la ragion di Stato.

Ma in una visita al cluster del riso, collocato a metà del decumano, dove ci sono i Paesi che volevano esserci, ma non potevano affrontare la spesa per un padiglione ufficiale, come Myanmar, Laos, Bangladesh, Cambogia e Sierra Leone, si nota una zona dedicata al basmati, una della varietà più pregiate di riso al mondo.

Dopo esserci entrati, però, si capisce subito che il basmati è lì per ospitare l’India, come dimostrano moglie e marito che si trovano dietro il banchetto del principale produttore di basmati dell’India, mentre sono indiani i cuochi e i camerieri del ristorante che con una decina di tavolini serve piatti tradizionali del paese, che hanno dato vita anche a una protesta riguardo il datore di lavoro, una società con sede a Honk Kong, a causa di alcune irregolarità contrattuali, mentre gran parte dell’area è piena da Buddha in tutte le fogge, misure e materiali, sciarpe di seta lunghissime, sari variopinti, collane e gioielli.

“Sì, è vero. Questo è il padiglione nascosto dell’India” dice una delle persone che ci lavorano “Il basmati è un pretesto, lo sappiamo tutti. Alcuni visitatori non sanno nemmeno cos’è e quando entrano dicono subito “Ma questa è l’India!” e corrono fuori a chiamare gli altri”.

Ma non c’è nessuna conferma ufficiale “Non possiamo dare spiegazioni, ci limitiamo a un sorriso”.

Paola

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