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Il simbolismo religioso: aureola, nimbo e mandorla

Tra le diverse opportunità che MilanoFree offre ai lettori, vi è anche quella di far conoscere musei, pinacoteche, chiese e altro ancora. Quando ci si trova ad ammirare un dipinto, un bassorilievo, soprattutto se raffigura soggetti e/o ambienti religiosi, il saper leggere l’oggetto rappresentato nel suo simbolismo può essere fondamentale per meglio capire il soggetto rappresentato e tutto il contesto che lo rappresenta. Proprio per agevolare questa lettura, voglio stilare un elenco, se pur modesto, di oggetti presenti che attengono a un tema religioso, e darne il loro significato, affinché chi osservi abbia una conoscenza in più per meglio decifrare l’oggetto osservato.

aureolaVoglio iniziare con l’aureola, che è quel disco posto sul capo di personaggi o animali. La parola “aureola” significa di color oro, e si presenta ben marcata, di solito in forma circolare, ma può essere rappresentata anche in forme diverse. La presenza di questa ci conferma che siamo alla presenza di un santo; per identificare invece un beato abbiamo la rappresentazione di un nimbo, che si presenta come una luce diffusa attorno al capo. Per i “servi di Dio” o persone non ancora dichiarate beate o sante, non è previsto nessun segno. Un altro segno che si può osservare è quello della mandorla, che in sostanza abbraccia tutta la persona; si può vedere nel Cristo giudice, nella Trinità e nella Vergine Maria. È opportuno tener presente che il cerchio è simbolo di perfezione, e per questo ben rappresenta la santità. Tuttavia non è possibile attribuire una semplice aureola a personaggi di livello superiore, ecco perché Dio Padre ha un’aureola formata da un triangolo equilatero, solo o inserito in un cerchio. Se invece lo vediamo raffigurato con due triangoli equilateri sovrapposti a stella, si vuole ricordare i giorni della creazione, oppure le due nature di Cristo, quella divina, con la punta in alto, quella umana verso il basso.

Diverso il discorso per Gesù, poiché l’aureola è di solito crociata, dove i tre bracci visibili richiamano la Trinità. Lo Spirito Santo non presenta un’aureola specifica poiché può accogliere la croce, sette fiamme o un raggio a stelle, per significare i sette doni. In Maria Santissima l’aureola può rappresentarsi con 12 stelle o una sola stella, con una o sette fiamme. Ovviamente secondo come appare, il messaggio comunicato è diverso. L’aureola a volte può racchiudere il nome, oppure si orna di motivi caratteristici, come ad esempio una santa vergine che può avere al suo interno un giglio, perché simbolo di purezza. A volte l’aureola assume la forma di un quadrato, che normalmente è posta dietro il capo di personaggi viventi, oppure esagonale, che vuole indicare la via di chi è alla ricerca della perfezione; ottagonale è simbolo delle virtù. Nella sua rappresentazione anche il colore dell’aureola è indicativo, infatti, per i martiri abbiamo il rosso, bianco per i vergini, verde per i confessori, viola per i penitenti, dorato o azzurro per santi e gli Angeli. Un’aurea nera simboleggia Giuda, dei dannati o il diavolo.

Voglio precisare che per gli Apostoli, i Dottori della Chiesa e gli spiriti angelici, è possibile anche vedere sul  capo una fiamma, simbolo della divina ispirazione. Negli evangelisti la fiamma può essere posta sul capo del loro animale simbolo, come ad esempio l’aquila per l’evangelista Giovanni. Come si evince da queste prime note, la conoscenza di un aspetto può aiutare chi osserva a farsi un’idea più completa del messaggio insito nell’oggetto rappresentato.

Ovviamente moltissimi altri sono i simboli che appaiono nelle rappresentazioni religiose, mi riservo di riportarli in articoli successivi.

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