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Milano: Via dell’Arcivescovado diventa via Carlo Maria Martini

via arcivescovado milanoDopo un lungo dibattito in Giunta, venerdì pomeriggio il Comune di Milano ha preso la decisione di cambiare nome a Via dell’Arcivescovado, intitolandola al cardinale Carlo Maria Martini, guida per un ventennio della Diocesi milanese e grande protagonista della Milano da bere e di Tangentopoli, scomparso il 31 agosto del 2011.  

“Carlo Maria Martini” dice il sindaco Giuliano Pisapia “per oltre vent’anni ha guidato la Chiesa ambrosiana rappresentando per i milanesi un riferimento spirituale e morale, Martini ha amato Milano ed è stato ricambiato, perché ha saputo diffondere i valori del dialogo, tra le religioni e tra credenti e non credenti, dell’amicizia tra popoli, della solidarietà”.

Carlo Maria Martini arrivò a Milano il 10 febbraio del 1980, due mesi dopo che il papa Giovanni Paolo II lo aveva nominato nuovo arcivescovo della diocesi lombarda.

Il primo atto del nuovo arcivescovo fu un cammino di preghiera dal Castello Visconteo fino al Duomo, mentre dopo un primo periodo di smarrimento i milanesi si abituarono a quell’uomo che parlava un linguaggio diretto e pieno di citazioni colte, frutto dei suoi lunghi studi della Bibbia.

Tra i vari atti di Martini ci furono una messa di Natale nel carcere di San Vittore e la sua apertura ai non credenti e al problema della giustizia, mentre spesso si recava nelle fabbriche a parlare con gli operai, in crisi a causa della riconversione industriale degli anni Ottanta.

Inoltre l’arcivescovo denunciò la Milano corrotta, molto prima di Tangentopoli, oltre a evidenziare i limiti di un profitto fine a se stesso e a interessarsi del fenomeno dell’immigrazione e del terrorismo, tanto che gli ultimi terroristi di Milano gli consegnarono le loro armi nell’arcivescovato.

“Sono moltissimi gli insegnamenti che Martini ci ha donato, uno in particolare mi sembra sempre più attuale ed è quello per cui chi è orfano della casa dei diritti, difficilmente sarà figlio della casa dei doveri” racconta Pisapia.

E monsignor Mario Delpini, vicario generale dell’arcidiocesi, aggiunge che “E’ una decisione che esprime riconoscenza da parte della comunità civile per il ministero del cardinal Martini che ha avuto una rilevanza anche civile per la personalità eminente e riconosciuta a livello nazionale e internazionale, per un desiderio d’incontro, dialogo, confronto, che ha coinvolto persone e istituzioni di diversa sensibilità. Una via dedicata può essere una memoria che richiama alla mente, al cuore, alla dinamica delle relazioni della città la parola, l’esempio, lo stile di un uomo che ha percorso la città seminando il vangelo e la speranza”. 

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