Statue da vestire

madonne.vestiteStatue vestite, in altre parole Madonne e Santi vestite con abiti in stoffa e che sono oggetto di devozione popolare che affonda le sue radici nei secoli passati. Tuttavia non riguarda solo l’aspetto devozionale, ma interessa anche la storia dell’arte della devozione e del costume.

Questo modo di vestire le statue era applicato in tutto il mondo cattolico, dall’America latina, all’Europa, all’Italia, almeno sino all’inizio del Novecento quando la Chiesa di Roma prese una decisa posizione contro questa modalità poiché ritenuta paganeggiante, per cui le statue furono prese e relegate in qualche ripostiglio, anche se il popolo non condivise appieno questa scelta. Da alcuni anni a questa parte alcuni studiosi le hanno riscoperte, per fortuna non tutte sono andate perdute, e così eccole riapparire sulla scena, rispolverate, ristrutturate e sistemate in sale museali, private e pubbliche, per essere ammirate.

Ovviamente il nostro Bel Paese non manca di statue vestite, ogni regione ne possiede, così anche la nostra Lombardia. Ricercatori hanno mappato il territorio lombardo trovando nell’alta Lombardia, zone alpine comprese, e nella bassa Svizzera molto materiale. Ho avuto modo di visitare un piccolo museo contenente alcune di queste Madonne vestite, vi garantisco che gli abiti e gli ornamenti sono davvero stupendi, merito delle donne, poiché erano loro che se ne prendevano cura; cucivano gli abiti e tutta la biancheria, vestirle, pettinarle e ornarle con corona e/o gioielli, scarpe e accessori, ovviamente rispettando quelle che erano le mode del tempo. A volte alcune ragazze donavano il loro abito da sposa perché fosse portato da una di queste statue.

I modellini erano normalmente fatti in legno, con braccia e gambe snodabili, e volti con atteggiamenti e lineamenti più naturali possibili, eseguiti in qualche bottega artigiana ma anche da veri maestri scultori del legno, come ad esempio la statua “della Pietà” che si può ammirare a Poschiavo e scolpita dall’intagliatore trentino Giovan Battista del Piaz nel 1738.

Le statue erano portate, in occasione di feste importanti, in processione con tutte le solennità del caso, e poi custodite con la massima cura.

E nella nostra Diocesi milanese? Purtroppo la presenza di statue vestite è molto scarsa, e pensare che nella sola città di Pavia, non c’era chiesa che non possedeva una statua vestita, oggi, per ammirarne una, per altro pregevole, bisogna recarsi nel Seminario Vescovile di Pavia. Così come a Bascapè, dove, siamo nel 1604, sull’altare era posta una statua vestita, così come a Bereguardo e a Belgioioso. Nella chiesa dei Santi Vito e Biagio al Carobbio a Milano, nel settecento, si poteva ammirare una Madonna vestita, oggi riprodotta in un’incisione.

Se le statue vestite sono ormai relegate ai musei, è ancora possibile, nella nostra Milano, trovare una statua vestita, con un abitino tutto bianco, di Maria Bambina. La più importante la troviamo nel Santuario di Maria Bambina che si trova in via Santa Sofia, un’altra che ricordo perché parte della mia infanzia, è quella posta nella chiesa di San Martino a Niguarda.

La tradizione di vestire le statue non è comunque tramontata definitivamente, infatti, nell’arte presepistica è ancora in auge.

Ecco alcuni indirizzi dove poter vedere queste Statue vestite.

  • Museo Valtellinese di Storia e Arte a Sondrio. Tel. 0342/526269

  • Fondazione Museo il Divino Infante di Gardone Riviera in via dei Colli, 34. Tel. 365/293105.

Una forma devozionale e d’arte che vale la pena vedere..

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