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Ritrovati frammenti del Corano: scoperta storica milanese

coranoLe biblioteche, luoghi di cultura, di studio e di nuove scoperte, proprio come quella fatta dalla studiosa milanese Alba Fedeli nella prestigiosa biblioteca di Birmingham famosa città della contea West Midlands dell’Inghilterra centrale che ospita College e Università di fama internazionale. La studiosa italiana, laureata alla Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e nella cittadina inglese per un dottorato, ha scoperto nella biblioteca dell’Ateneo alcune vecchie pagine scritte con inchiostro in una forma antica di arabo, su una pergamena di pelle di animale.

Le pagine contengono le Sure o capitoli 18, 19 e 20. Questo scritto, probabilmente dimenticato, è stato, all’occhio esperto della studiosa, degno di approfondimento, per cui ha richiesto un esame più accurato del testo. L’esame ha previsto la datazione al Carbonio 14. Questo esame permette di datare materiali di origine organica, ossa, legno, carta, eccetera, ed è utilizzato per materiali di età compresa tra i 50.000 e i 100 anni, e si basa su un metodo di datazione radiometrica che misura delle abbondanze concernenti gli isotopi radioattivi del Carbonio. Ovviamente il metodo non è infallibile e soggetto a errori, soprattutto se l’oggetto su cui si compie l’esame è venuto a contatto con agenti più recenti nel tempo.

La datazione emersa pare abbia rilevato che il testo potrebbe essere stato scritto attorno al 568 dopo Cristo, ovviamente questo fatto apre ad alcune considerazioni. Storicamente noi sappiamo che Maometto è vissuto tra il 570 e il 632 D. C., ora, se la datazione fosse esatta, creerebbe una discrepanza con l’affermazione che il testo sacro sia stato rivelato direttamente da Dio – Allah, tramite l’Angelo Gabriele al profeta nel 610. Il consulente dei manoscritti coranici dell’Università di Oxford precisa che se la datazione al 14C fosse esatta sia per la pergamena sia per l’inchiostro, questo potrebbe avvalorare versioni diverse sulla genesi del Corano, rendendo possibile il fatto che il profeta abbia utilizzato e adattato un testo già esistente.

Il professor Campanini, docente di studi islamici all’Università di Trento, precisa che Maometto non ha mai scritto nulla poiché era analfabeta, e che la stesura del Corano si debba al califfo Uthman che, attorno al 650, diede mandato ad alcuni scribi di mettere in ordine i fogli di appunti stilati dai compagni di Maometto durante le sue predicazioni.

Insomma, questa scoperta della studiosa milanese apre comunque una finestra sulla questione, la soluzione migliore è allora quella di dare il tempo agli studiosi e alla scienza di compiere tutti gli esami necessari per offrire una risposta inequivocabile.

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