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Storia di Milano raccontata ai bambini: la fondazione

celtiCare bambine e bambini, oggi ho pensato a voi, ed ecco che vi voglio narrare la storia della nostra Milano, non come si racconta ai grandi, ma come si deve raccontare a voi, quasi a mo’ di favola, anche se il contenuto è storia realmente accaduta. Condensare tutta la storia della nostra città in una sola volta è però impresa ardua e impossibile, per cui mi sono proposto di raccontarvela poco per volta, illustrandovi quelli che sono stati gli episodi più significativi. Ecco che allora vado a cominciare, partendo dalla fondazione, cioè da quando è stata messa la prima pietra per la nascita della nostra bella Milano.

Di solito sono le favole che iniziano, con “c’era una volta”, ebbene, anche se il nostro racconto non è una favola, inizia proprio così: c’era una volta, nel 590 avanti Cristo, anno più anno meno, un prode guerriero, tale Belloveso, della tribù celtica dei Biturigi, il quale, col suo esercito, aveva pensato bene di entrare nella nostra penisola e, girovagando qua e là, un giorno gli apparve davanti agli occhi una vasta pianura. Questa gli piacque così tanto che decise di fondare una città, beh, proprio una città è un po’ esagerato, diciamo un grande villaggio per se e i suoi guerrieri. E così fece.

Tuttavia anche un villaggio ha diritto ad avere un nome, e dopo aver ben riflettuto decise di chiamarlo Medhelanon, ossia “santuario”. Nome che poi i latini tramutarono in Mediolanum e, successivamente, Milano.

La nostra Amministrazione ha dedicato a questo signore una piazza, che si trova in quel di Niguarda, dove sorge la parrocchiale di San Martino. Si racconta, ma questo non si sa se sia verità o leggenda, che un altro guerriero gallico di nome Brenno, giunto a Mediolanum decise di cambiarne il nome in Alba; probabilmente il primo non era di suo gusto. Gli anni passano tra scaramucce e guerriciole, sino a quando, presso la confluenza del fiume Adda col Po, appaiono uomini in armi mai visti prima.

Si presentarono subito, erano Romani de Roma, i quali venivano da quelle parti per conquistare tutto ciò che eraannibale elefanti milano possibile, e tanto dissero e tanto fecero che Mediolanum/Alba, fu conquistata. Pensate che sia finita qui? No, no, la nostra terra padana faceva gola ad altri conquistatori, infatti, ecco scendere dalle Alpi, Annibale, con un possente esercito e strani animali mai visti prima, gli elefanti. Fatto sta che Annibale e i Romani se ne diedero di santa ragione, sino a che questi ultimi ottennero una vittoria totale.

E la nostra Milano? Non stava con le mani in mano, pensate che nel 150 a.C. in città, che nel frattempo si era ingrandita, gli abitanti erano molto aumentati ed erano sorti grandiosi edifici, soprattutto nei pressi del Cordusio, che è da sempre centro nevralgico della città, si apre la prima Zecca. Con questo termine s’intende un’officina che produce monete.

Nel 46 dopo Cristo, si racconta dell’arrivo a Milano dell’apostolo Barnaba, il quale molto contribuì a diffondere la parola di Gesù tra il popolo.

Sette anni dopo la città è allagata, l’assetto idrogeologico è in condizioni disastrose, (qualcuno più arguto commenterà: perché oggi? Vedasi fiume Seveso) per cui iniziano i lavori per le migliorie.

Il tempo intanto trascorre e Milano va sempre più espandendosi sino a divenire città a pieno titolo.

Ecco che allora..... ma questo ve lo racconto un’altra volta.

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