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Al Teatro Libero Corrado D'Elia racconta Strehler

corrado 25 minSi apre la stagione di Teatro Libero con: «Non chiamatemi maestro», lo spettacolo dedicato da Corrado D'Elia, alla figura di Giorgio Strehler il «regista» per antonomasia del teatro italiano, triestino di nascita ma milanese d'adozione che proprio qui a Milano ha fondato nel 1947 il Piccolo Teatro.

La scena è quanto di più essenziale si possa immaginare. Uno sgabello, un leggio, un microfono e attorno il pubblico, nella voluta ricerca di vicinanza con l'unico attore/narratore (D'Elia stesso) per trasmettere il senso di comunità che il teatro nella sua più autentica natura incarna alla perfezione.

Definire questo spettacolo un appassionante monologo sulla vita e le opere di Giorgio Strehler sarebbe alquanto riduttivo. Si potrebbe parlare forse più propriamente di una «lezione» di teatro e sul teatro fatta nello spirito del grande regista del Piccolo. La drammaturgia, infatti, è il risultato di un'accurato e accorato accostamento di scritti e testimonianze dello stesso Strehler volto a restituire il senso stesso del rapporto di quest'ultimo col teatro, gli attori e il pubblico, in cui la cosa più importante è sempre «raccontare storie» a qualcuno, a nessuno, a sé stessi, con la voce, il corpo, la mente o qualsiasi mezzo disponibile.

Il teatro di Strehler, nel racconto di D'Elia, diventa autocoscienza dell'uomo. Il momento in cui questi si specchia di fronte a sé medesimo e si riconosce nella propria grandezza e miseria.

La calda voce del narratore, alternata a scelte musicali sempre azzeccate e velate di malinconia, accompagna l'uditorio nel viaggio verso la riscoperta del senso stesso del fare teatro. È infatti nel suo sentirsi «artigiano» della scena che Strehler, riconosce la sola condizione per poter essere definito «maestro», al pari di tutti coloro che creano e coltivano bellezza.

I momenti più importanti della vita del «maestro» vengono toccati in sequenza: dalla sua infanzia, momento di felicità irriproducibile, alla fondazione del Piccolo Teatro assieme a Paolo Grassi in una Milano dilaniata dalla guerra dove tutto doveva essere ricostruito, fino a giungere in epoca più recente, alla celebre requisitoria contro i politici incapaci di comprendere come il bene più prezioso dell'Italia sia la sua cultura, che invece viene vilipesa (a tutt'oggi) con tagli e svilimenti vari.

Il teatro, questa l'estrema lezione di Strelher, non morirà mai, perché non c'è nulla di più «umano» del teatro. Da uomo di teatro e che di teatro vive, non posso che condividere.

«Non chiamatemi maestro» è in scena al Teatro Libero dal 21 al 30 settembre (dal lunedì al sabato ore 21.00, domenica ore 16.00). 

Giovedì 24 settembre alle ore 18.30 è prevista presso lo stesso Teatro Libero la presentazione del libro «Il giovane Strehler da Novara al Piccolo Teatro di Milano»di Clarissa Egle Mambrini, con interventi dell'autrice, Corrado D'Elia, Giancarlo Dettori e Mariagrazia Gregori.

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