I frati lasciano l’abbazia di Mirasole

abbazia mirasoleNell’incredulità generale, i frati custodi dell’abbazia di Mirasole, uno dei tesori architettonici della Lombardia, stanno per andarsene.

Dopo solo due anni, i frati premonstratensi se ne vanno forse per sempre da quel gioiello architettonico del XIII secolo che è l'abbazia di Mirasole, collocato ad Opera nelle campagne a sud del capoluogo lombardo e oggi parte dei beni della Fondazione Irccs Policlinico di Milano.

E’ stata davvero uno shock, la notizia della fine del contratto di comodato, firmato dai frati con la Fondazione nel febbraio 2013, arrivata alla fine di luglio, che adesso rende decisamente in bilico il destino di uno dei tesori più preziosi del tesoretto del Policlinico, che è un patrimonio di grandissimo valore accumulato fin dai tempi della fondazione sotto gli Sforza adesso arrivato a un valore valutabile in circa 800 milioni di euro.

Il motivo che ha spinto i frati a lasciare l’abbazia è “la precarietà numerica della comunità italiana che, stabilitasi a Mirasole con 12 canonici, è ora ridotta 5” davvero troppo pochi per un complesso architettonico del genere.

“In base all'articolo 3 del comodato” dicono dal consiglio dell'ospedale di via Sforza “in caso di recesso volontario il Priorato è tenuto a un anno di preavviso e, dunque, rimarrà a Mirasole fino al 29 luglio 2016, continuando a svolgere tutte le attività e gli obblighi in essere previsti dal contratto. In sintesi, manutenzione ordinaria e straordinaria del complesso abbaziale; tutela del luogo; apertura al pubblico; funzioni religiose e culturali”.

Ma il Policlinico ricorda che “Al 22 febbraio 2013 risale il contratto di comodato con il quale la Fondazione Irccs ha affidato per 99 anni il complesso abbaziale di Mirasole ai canonici regolari premostratensi, ordine religioso composto da circa 1.200 confratelli nel mondo, che integra la vita comunitaria e ascetica con un’immersa nella realtà pastorale”.

E l’Ircss rincara la dose “A seguito d’ingenti lavori di ristrutturazione da parte della comunità premostratense a ottobre 2013 si è insediato il priorato italiano, con 12 canonici di cui 8 sacerdoti. Da subito è stata possibile l'apertura quotidiana del complesso abbaziale, per una fruizione di accoglienza non solo spirituale, ma anche turistica, culturale e civile. In appena 2 anni si sono contate migliaia di visitatori e, oltre al rifiorire del luogo, l'abbazia e il priorato sono diventati punto di riferimento, di esempio di vita cristiana e di proposta culturale e civile per tantissime persone, non solo del comune di Opera, ma di tutta la diocesi”.

Mentre il presidente della Fondazione Irccs Policlinico, Giancarlo Cesana, ha ricevuto la notizia dell’abbandono della comunità premostratense “con dispiacere. Come ho avuto modo di sottolineare nella recente corrispondenza con i responsabili dell'ordine premostratense, tali sono stati gli impegni a livello economico, civile, istituzionale e pubblico, assunti dall'ordine canonico, dall'ospedale Maggiore, dal Comune di Opera, dalle istituzioni civili e, non da ultimo, dall'Arcidiocesi di Milano; e tale è la fioritura che ne è conseguita, che la decisione dolorosa e comunque inaspettata della comunità monastica non può mettere la parola fine alla grande opera civile e religiosa iniziata”.

Ma c’è ancora una speranza dato che Cesana “Confortato dalla stretta collaborazione istituzionale con le autorità civili, con il Comune di Opera e, in particolare, con l'Arcidiocesi di Milano, si augura vivamente che nel breve possa essere trovata una soluzione che continui la fioritura religiosa, culturale e civile di Mirasole. La cui storia è tanto antica, quanto misteriosa”. 

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