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Gerry Mulligan e il jazz nell'Arte alla Galleria Milano

mulligan galleria milanoDal 10 settembre al 16 novembre, la Galleria Milano ospita una mostra originale di un artista fuori dagli schemi.

Si tratta di Gerry Mulligan (1927-96), noto ai più come sassofonista e compositore jazz, ma che, in realtà, fu anche un valido pittore, soprattutto di acquerelli. Nato come strumentista solista, dagli anni '50, Mulligan, insieme a uno dei più grandi musicisti jazz di sempre, Chet Baker, diede vita a un quartetto destinato a entrare nella Storia, il quale sarebbe stato un modello per tutte le orchestre di questo genere. Scrisse musiche per teatro e cinema, e collaborò con personaggi del calibro di Astor Piazzolla e Duke Ellington. 

La carriera artistica di Mulligan si è sviluppata negli anni '80, durante la fase più "corale" della sua carriera musicale: essa si sviluppa intorno alla sua grande composizione per orchestra e sassofono solista del 1984, Entrente for Barithone Saxophone and Orchestra. La sua arte è un pentagramma su carta, sono note che si esprimono con i pastelli e gli acquerelli e si percepiscono non con l'orecchio ma con l'occhio. Linee parallele a cui si sovrappongono motivi a esse perpendicolari, a formare un amalgama che si può capire bene mettendosi all'ascolto del suo mitico sax. Sono linee nervose, ma mai nevrotiche, sono espressione di un patema, ma mai un dramma.

L'interpretazione è libera, dato che si tratta di composizioni prevalentemente senza titolo, anche se la musicalità è dominante nelle sue composizioni artistiche. Essa è evidente nella materia informe estesa nello spazio grazie all'uso del colore, appena accennato e mai disteso in grandi macchie. Proprio il colore scandisce l'acquerello o il pastello di Gerry Mulligan, segnando pause di pieni e vuoti, di bianchi e di neri simili a cesure sul pentagramma musicale, con segni di colore pari a note strutturate su di un rigo. In queste cesure si manifesta l'espressività massima dell'arte del grande compositore, un gesto di libertà evidenziato da pochi tratti che ne delineano la personalità multiforme e aperta alla sperimentazione, come nella musica, in cui spaziò da Palestrina e Gaffurio fino a Chet Baker e Miles Davis, così nell'Arte, in cui l'astrattismo di Kandinskij sembra mescolarsi con le prove dell'informale di De Kooning, depurate di quelle colate cromatiche tipiche di questo movimento. 

Stefano

Gerry Mulligan. Il ritmo dell'immagine

Galleria Milano
Via Turati 14 - Via Manin 13, Milano
Orari: Martedì - Sabato 10.00-13.00; 16.00-20.00
Ingresso libero

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