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Expo 2015. Sopravvivere ai week-end delle code e del tutto esaurito

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Nelle ultime settimane ormai, è diventato chiaramente per i pubblico l’andare a Expo 2015 il tormentone del weekend. Soprattutto di sabato, grandi folle di visitatori in coda ai tornelli di ingresso e, non solo poiché una volta entrati, la grande affluenza di presenta anche all’ingresso dei padiglioni soprattutto quelli considerati “da vedere”.

Dai social network appunti e lamentele tra visitatori “vi lamentate sempre, quando non c'è gente e quando ce n'è troppa", tuttavia mi chiedo se era necessario visitare l’Esposizione Universale all’ultimo o farlo anche nei mesi precedenti, poiché molti visitatori si chiedono se sarà prorogata la sua chiusura, ma ancora siccome per alcuni padiglioni ci vogliono più di due ore di fila o non si fa in tempo a vederli o se ne riescono a vedere solo due o tre.

Settembre si è chiuso circa quattro milioni di visitatori, portando il numero complessivo degli ingressi, da maggio, ad oltre 16 milioni di presenze, numero che è in aumento poiché date le immagini e le code sembra che adesso tutti vogliono conoscere Expo Milano 2015. In realtà i motivi possono essere altri, dalla diffidenza iniziale, fino al caldo periodo estivo ma ancora i costi elevati dei biglietti, è stato infatti da settembre circa che Expo spa ha esteso gli orari di apertura e chiusura, ha promosso le offerte per i Season pass, ha ridotto il costo dei biglietti di ingresso, così a chi l’aveva già visto si unisce chi incuriosito ha trovato più ragioni per visitare il sito espositivo.

“Questa Expo è da vedere, lo dicono tutti” riassume una signora in fila ai tornelli, e così di sabato il Decumano assomiglia alla metropolitana negli orari di punta con il vantaggio che non si muore di caldo. D’assalto sono stati presi i padiglioni più gettonati come il Giappone per il quale molti visitatori hanno visto davanti ai propri occhi anche ben sette ore di fila, la coda per il Padiglione del Kazakhstan è simile a un grande serpentone che lo avvolge quasi interamente ma almeno per ingannare l’attesa vi sono gli spettacoli esterni al Padiglione, la fila per accedere a Palazzo Italia, e questo già a giugno – luglio a mio parere è lunga come mezzo Cardo. Ottobre tuttavia porta code, anche se minori anche davanti al padiglione della Santa Sede ad esempio, e sono anche oggetto di visita il Padiglione Svizzero, quello degli Emirati Arabi, quello del Brasile che abbraccia tutti nella sua rete ed è da considerare il nutrito programma di eventi e concerti previsto ogni giorno.

Expo Milano 2015, è da vedere, l’ho sempre pensato infatti ero lì il giorno dell’inaugurazione e ho continuato ad andarci, mi sono messa anche io in coda per ore, ma vi assicuro ne vale la pena non solo nei padiglioni più acclamati: dovreste vederlo tutto, e nonostante le code kilometriche ottobre sarà il mese per visitare quanto non ho ancora visto come l’Albero della Vita che si tinge di rosa, e i Padiglioni che non ho ancora visitato e così con me, spero lo facciano molti altri visitatori perché, e qui riprendo e dichiarazioni di Raffaella Carrà “Questa Expo è un fiore che è sbocciato”. Expo non è ancora finita, ma ci manca già.

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