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I disegni di Michelangelo per gli amici e la loro fortuna in mostra al Castello Sforzesco

L’antico ospedale spagnolo del Castello Sforzesco di Milano ospita, dal 30 settembre 2015 al 12 gennaio 2016, una mostra dedicata ad alcuni disegni di Michelangelo e alla loro fortuna nell’ambiente artistico della metà del Cinquecento.

1. michelangelo cleopatra casa buonarroti firenzebassaLa mostra, intitolata D’apres Michelangelo. La fortuna dei disegni per gli amici nelle arti del Cinquecento, inserita nel programma Expo in Città, è curata da Alessandro Rovetta, Claudio Salsi e Alessia Alberti. Punto di partenza sono le prove grafiche del maestro di Caprese, che ebbero grande fortuna sin da quando il Buonarroti era ancora in vita, sulle quali si innesta un secondo binario, quello dei rapporti di amicizia tessuti da Michelangelo tra gli anni fiorentini e quelli romani.

Tra gli anni ’20 e ’40 del XV secolo, il Buonarroti strinse solidi rapporti con personaggi della nobiltà fiorentina e romana, proprio nel periodo in cui lavorava sia alle committenze medicee a Firenze che a quelle Vaticane a Roma. Come pegni di queste amicizie, il maestro realizzò disegni che si configurano, ancora oggi, come opere vere e proprie, finite in ogni minimo dettaglio e non semplici “schizzi preparatori”: si tratta di quelli che la critica chiama “fogli d’omaggio”. In mostra sono esposti i fogli che Michelangelo donò al gentiluomo fiorentino Gherardo Perini, al nobile romano Tommaso Cavalieri e all’aristocratica poetessa Vittoria Colonna, nota per rime religiose ispirate a Petrarca, che fu vedova del marchese di Vasto. A ognuno di questi tre personaggi è dedicata una sezione della mostra.

La prima è incentrata sul lavoro per Gherardo Perini: si tratta di disegni realizzati negli anni ’20, a Firenze. Il tema è quello storico-mitologico, come prova la sensuale Zenobia, che, con il suo sguardo ammiccante, sembra anticipare le “femmes fatales” di Moreau e di Beardsley, ma anche la Furia, di ricordo leonardesco nella torsione del grido, merita attenzione. Con la seconda sezione si approfondisce il rapporto di Michelangelo con la mitologia, dato che i disegni per Tommaso Cavalieri, degli anni ’30, sono tutti incentrati su questo argomento. Si parte con uno struggente Supplizio di Tizio, simbolo di un amore che tende al terreno ma vuole essere spirituale, per arrivare allo scenografico Volo di Ganimede, che ebbe grande fortuna negli anni successivi e che diviene prova tangibile dell’elevazione interiore tentata, ma non riuscita, da Tizio. Il tutto si conclude con un ritorno al terreno, espresso dalla Caduta di Fetonte, tema molto amato dai circoli intellettuali dell’epoca. Con l’ultima sezione, invece, si tocca il tema sacro, visto che, con Vittoria Colonna, Michelangelo mantenne uno stretto (e segreto) rapporto di conversazioni religiose fino alla morte di lei nel 1547. Un tema anticipato dalla Madonna del Silenzio, così chiamata per il gesto di San Giovannino, che riprende quello del dio egizio Horus, e ripreso nei due disegni più significativi, la Crocifissione, in cui Michelangelo riprende l’iconografia medievale del Cristo in Croce ancora vivo che dialoga con Dio e in cui la torsione muscolare ricorda le figure dipinte nella Sistina, e la Pietà, in cui alla sofferenza materna del marmo oggi in San Pietro viene preferita quella umana del Cristo morto.

Elemento innovativo della mostra è la fortuna che queste opere, questi “fogli d’omaggio”, ebbero nell’immediato e anche negli anni subito dopo il 1564, quando Michelangelo morì. La prova tangibile di tutto ciò sono le incisioni, i cammei, i piatti e i dipinti, provenienti da tutto il Mondo, esposti a conferma della ripresa dei modelli michelangioleschi. L’opera forse più emblematica è la Battaglia di Montemurlo, tela del veneziano Battista Franco, nella quale, sopra una scena di Storia (uno scontro tra repubblicani e medicei fiorentini nel 1537), l’artista raffigurò, citandolo testualmente, il Volo di Ganimede di Michelangelo. Notevole è anche l’influsso della Madonna del Silenzio sulla tela con la Vergine in trono e San Giovannino del valtellinese Marcello Venusti, che fu influenzato anche dalle altre incisioni michelangiolesche per Vittoria Colonna. Non solo dipinti, ma anche tante incisioni, come quelle del croato Giulio Clovio, e tante opere di Arte applicata, soprattutto di scuola bolognese, testimoniano la fortuna del lavoro del maestro per gli amici.

                                                                                                                                                  Stefano

D’Apres Michelangelo. La fortuna dei disegni per gli amici nelle arti del Cinquecento

Fino al 10 gennaio 2016

Castello Sforzesco
Piazza Castello, Milano
Orari dal 30 settembre 2015 al 31 ottobre 2015
da martedì a domenica 9.00 - 19.30;
giovedì 9.00 - 22.30;
ingresso libero: tutti i martedì dalle ore 14,00;
da mercoledì a domenica (escluso il giovedì), dalle ore  18.30;
il giovedì dalle ore 21.30;
ingresso libero anche tutte le prime domeniche del mese fino a dicembre 2015.
Orari dal 1 novembre 2015 al 10 gennaio 2016:
da martedì a domenica 9.00 - 17.30
Ingresso libero: tutti i martedì dalle ore 14,00;
da mercoledì a domenica, dalle ore 16.30;
ingresso libero anche tutte le prime domeniche del mese fino a dicembre 2015.
Biglietti: intero 8,00 euro
ridotto 6,00 euro
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